Le Cronache Lucane

PENSANO CHE SIA L’AMANTE DI UNA PARENTE: UOMO PERSEGUITATO E MALMENATO

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MELFI.  Sono stati rinviati a giudizio, dal Gup del Tribunale di Potenza, quattro membri di una famiglia  melfitana. Sono accusati, a vario titolo, di aver agito in concorso, minacciando, aggredendo e ponendo in essere gravi atti persecutori nei confronti di un uomo.

Il movente sulla base del quale i congiunti hanno agito, i fatti risalgono a vari mesi del 2016, sarebbe la convinzione degli imputati che la vittima, stando alle accuse, intrattenesse una relazione sentimentale con una loro parente. Tra i due presunti amanti, inoltre, c’è una differenza di età di circa trent’anni. L’uomo, però, che ha oltre cinquant’anni ed è sposato e con figli, ha negato in più occasioni la circostanza.

Vari gli episodi contestati agli imputati. Il tutto, per l’accusa, è avvenuto in un crescendo di violenza. Inizialmente, il papà della giovane coinvolta nella vicenda, avrebbe iniziato a fare chiamate silenziose sul cellulare del presunto “fidanzato”. Un giorno, poi, lasciò un messaggio in segreteria: «pezzo di merda dimmi dove sei che non riesco a trovarti, ok?». Dai silenzi alle parole, per poi passare ai fatti. In un’occasione, lo stesso gli avrebbe distrutto, verosimilmente come ulteriore avvertimento, tutti i pneumatici della macchina. Vi sono poi le aggressioni fisiche, sia tentate e che riuscite, almeno in un caso. Un altro parente della giovene, per esempio, mentre viaggiava per il paese a bordo della propria auto, vedendo l’uomo odiato dapprima arrestò di colpo l’autovettura. Poi scese impugnando e brandendo un bastone per dirigersi contro di lui gridandogli al contempo: «maniaco sessuale … porco … a te ti difende il vescovo … ti faccio la pelle». Anche in altre occasioni la parte offesa è stata avvicinata in modo aggressivo e minacciata verbalmente con frasi del tipo: «tu muori … io ti ammazzo … a me non me ne frega niente della legge e della giustizia, continuo a fare quello che voglio». L’uomo ha denunciato anche un’aggressione fisica. Un giorno venne malmenato da uno degli imputati. In qualche modo dopo essersi sottratto ai pugni dell’aggressore, riuscì ad entrare in macchina per raggiungere l’ospedale locale. Il tutto inseguito, stando alle accuse, dall’assalitore. Presso il pronto soccorso, poi, il culmine delle violenze. I vari parenti, riuniti, lo hanno, come denunciato, nuovamente minacciato, «vai a farti i raggi che ti devo ancora spezzare le ossa» … «porco maledetto», e aggredito colpendolo con una ginocchiata, un pugno e prendendolo ripetutamente a bastonate. La prima udienza del processo sarà a gennaio. Sembra che gli inquirenti abbiano aperto un fascicolo d’indagine parallelo in cui la persona offesa sia proprio la ragazza, con la quale l’uomo, per i familiari aveva una relazione amorosa. Anche in quest’altro caso tra gli indagati compaiono alcune degli imputati. I quali potrebbero aver maltrattato anche la loro parente.

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