MAGLIETTA QUERELA SANTARSIERO: «IL CONSIGLIERE È MALE INFORMATO»

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POTENZA. Rispettivamente in qualità di direttore generale e di direttore amministrativo dell’Ospedale San Carlo di Potenza, Rocco Maglietta e Maddalena Berardi hanno replicato ai sospetti di legittimità, avanzati in una interrogazione del consigliere regionale Vito Santarsiero (Pd), relativi alla proroga della carica, in favore di Maglietta, a primario di Medicina legale del nosocomio potentino. Ma non è tutto, vi è dell’altro. Perché i due hanno deciso, e conseguentemente reso noto, di querelare il consigliere. Dall’aula consiliare, la questione passerà direttamente, non per volere di chi l’ha sollevata, nelle aule del Tribunale. «In tempi difficili – hanno dichiarato Maglietta e Berardi – nei quali sono impegnati a riorganizzare l’assetto della sanità lucana, i vertici aziendali sono chiamati nuovamente in causa per rispondere di atti amministrativi che hanno già superato il vaglio della Regione Basilicata. La loro piena legittimità è stata sottolineata, ribadita e documentata». «Stupisce pertanto – hanno concluso Maglietta e Berardi – la reiterata richiesta avanzata da un consigliere regionale, poco e male informato. Stante però il carattere lesivo delle affermazioni apparse sui quotidiani, il dg Maglietta e la da Maddalena Berardi si vedono costretti a tutelare la propria onorabilità e professionalità ricorrendo, senza ulteriore indugio, all’autorità giudiziaria». Da parte sua, Vito Santarsiero ha semplicemente inteso controbattere, senza tornare nel merito della vicenda che: «Sono un consigliere regionale che svolge le sue funzioni. Aspetto risposta immediata e per iscritto alla mia interrogazione». L’interrogazione, nello specifico, è stata avanzata per chiedere «l’annullamento in autotutela della determinazione del direttore amministrativo dell’Azienda ospedaliera San Carlo di Potenza, con cui è stata disposta la proroga per sette anni dell’incarico di primario dell’Unità operativa complessa di Medicina legale al dottor Maglietta, incarico che era scaduto nel 2012». Volendo riassumere, tra i vari motivi a supporto dei suoi dubbi, Santarsiero ha avanzato due elementi: l’atto conterrebbe un vizio di incompetenza dell’atto e che la proroga sia stata resa esecutiva sulla base di una norma di un regio decreto, del 1934, «abolita – ha sottolineato nella circostanza Santarsiero – ben ventisette anni fa». Se quest’ultimo aspetto appare più di facile comprensione, in quanto una norma abrogata non è vigente, riguardo al primo tema sollevato è lo stesso consigliere regionale che chiarifica sostenendo che il vizio ci sarebbe: «In considerazione del fatto che l’atto interessa il superiore di grado, vale a dire il direttore generale, di chi lo ha firmato, che è il direttore amministrativo, peraltro nominato direttamente dallo stesso direttore generale».

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