IL LEGGENDARIO HARALD HARDRADA

di Leonardo Pisani
E’ un eroe leggendario delle saghe norrene dell’ Heimskringla, tra combattimenti e draghi- probabilmente ispirati ai coccodrilli visti in oriente e nella stessa Sicilia, dove una sottospecie del rettile importati dagli arabi dall’Egitto sono vissuti sino al 1700 infatti 1600 i coccodrilli erano presenti ingran numero nella fonte del Ciane, a Siracusa, dove è ancora possibile ammirare degli stupendi papiri. Secondo il naturalista del ‘700 Antonino Mongitore, i coccodrilli popolarono anche i fiumi Garofello (Palermo) e Amessano (Catania)- lo descrivevano come un colosso di circa due metri, forse l’ultima grande re dei vichingi ed è passato alla leggenda come guerriero indomabile, fu una guardia Variaga dell’Impero romano d’oriente combattè anche in Italia, prima nella campagna anti araba di Sicilia assieme ai “lucani” Arduino e Guglielmo e Drogone di Altavilla. Fu anche re, soprannominato Hardrada- il sanguinario- ma anche Harold del Duro Consiglio oppure il “Lampo del Nord” Alla storia come Harald III Sigurdsson della dinastia Bellachioma (Norvegese: Hårfagreætten) – tradizionalmente considerata come la prima dinastia reale norvegese l storicamente accertata, fu re .di Norvegia dal 1047 al 1066. Il Leggendario fondatore di Oslo era nato attorno al 1015, finì la sua vita combattendo come aveva vissuto nella Battaglia di Stamford Bridge il 25 settembre 1066. Una data che è indicata come la fine delle incursioni vichinghe in Inghilterra. Nella sua saga su Harald Hardråde, scritta nel 1225, Snorri Sturluson descrisse la disposizione delle truppe norvegesi nella battaglia e rivendicò il fatto che essi avevano lasciato le loro cotte di maglia sulle navi e che quindi furono costretti a combattere utilizzando solamente scudo, lancia ed elmo. Le saghe, comunque, non sono il riferimento puntuale di fatti storici, e non riusciremo mai a separare la verità storica dalle parti romanzate.. Già prima di divenire re Harald passò quindici anni in esilio e fu prima mercenario e poi comandante militare per la Rus’ di Kiev e l’Impero di Bisanzio. Quando aveva circa quindici anni egli combatté nella Battaglia di Stiklestad insieme al fratellastro Olaf II di Norvegia per reclamare il trono di Norvegia d perso, due anni prima, a favore di Canuto I d’Inghilterra. I due vennero sconfitti, Olav venne ucciso e Harald scappò nella Rus’ di Kiev dove servì il principe Jaroslav I di Kiev, Attorno al 1034 quando si recò a Costantinopoli insieme ai propri uomini e ben presto uno dei comandanti della Guardia variaga e prese parte ad azioni che si svolsero nel Mar Mediterraneo, in Asia minore, Sicilia e forse anche in Terra santa e in Bulgaria oltre che nella stessa Costantinopoli dove venne coinvolto nelle dispute dinastiche. In Italia nel 1038 Harald partecipò a una spedizione in Sicilia, motivata, secondo Giorgio Maniace, dal tentativo dei bizantini di recuperare l’isola dal dominio dei Saraceni che vi avevano costituito l’Emirato della Sicilia. Durante la campagna Harald combatté al fianco di mercenari normanni guidati dagli Altavilla Guglielmo Braccio di Ferro e Drogone e dai longobardi di Arduino di Melfi. Secondo Snorri Sturluson egli catturò quattro città. Nel 1041 la spedizione siciliana ebbe termine, ma poco la rivolta normanno-lombarda esplose nell’isola ed Harald si trovò a combattere nuovamente insieme al Catepano d’Italia Michele Doceano. Doceano e Harald furono favoriti nelle prime schermaglie ma poi la superiorità della cavalleria degli Altavilla e dei Dregont Quarrel ebbe la meglio. Le battaglia decisive furono combattute tutte tra la Puglia e la Basilicata. All’inizio le cose parvero volgere a loro favore, ma i normanni guidati dal loro vecchio alleato Guglielmo Braccio di Ferro vinsero sia alla Battaglia di Olivento che a quella di Montemaggiore, e poi la definitiva a Montepeloso ( attuale Irsina) il tre settembre 1041, dopo la vittoria i Normanni ormai stanziati da tempo a Melfi fondarono la contea di Apuilia, con la città lucana come “capitale” dove i primi 12 conti avevano tutti una casa fortificata.

 

Harald ritornò a Bisanzio e poi inviato a fine 1041 in Bulgaria per contrastare le rivolte capitanate da Peter Delyan. Il successo della repressione gli valse la promozione a Spatharokandidatos un titolo di livello medio entro la corte di Bisanzio, tuttavia la buona stella di Harald era in discesa, poco dopo la morte di Michele IV , nel 1041 sorsero dei conflitti fra il suo successore e nipote Michele V il Calafato e la sua potente vedova Zoe Porfirogenita in cui Harald fu coinvolto . In questa lotta di potere fu anche arrestato, anche se le fonti discordano sul motivo del “le saghe affermano che venne arrestato perché defraudò l’imperatore di parte del suo tesoro, mentre altri affermano che la sua colpa fu di aver chiesto la mano di una nipote di Zoe la cui esistenza è per altro messa in dubbio Secondo Guglielmo di Malmesbury Harald venne fermato perché aveva violentato una nobildonna, mentre la Saxo Grammaticus lo accusa di omicidio, alcuni storici ritengono che Michele V lo fece imprigionare semplicemente perché temeva che la sua lealtà fosse restata devota al defunto zio Michele IV. Le fonti discordano anche su come Harald sia fuggito di prigione, non si sa se gli venne un aiuto dall’esterno o se approfittò della confusione che seguì all’incoronazione di Michele V, quel che si sa è che la guardia variaga si scisse, una parte restò fedele all’imperatore e un’altra finì sotto la guida di Harald che capeggiava le rivolte. Alla fine Michele V nell’aprile 1042 venne portato fuori dal proprio rifugio, accecato e condannato all’esilio in un monastero e secondo le saghe fu lo stesso Harald a privarlo della vista (Kelly The Norwegian Invasion of England in 1066)”. Comunque ormai ricco Harald ritornò in Norvegia intorno al 1045, diventandone re, fondando Oslo nel 1050, nonostante fosse diventato sovrano continuava le scorrerie nei territori limitrofi. Il suo obiettivo era di diventare Re degli Anglosassoni e questo lo portò a scontrarsi con Aroldo II Godwinsson d’Inghilterra. Harald arrivò con 300 navi e 9000 guerrieri, all’inizio ebbe vittorie ma nella battaglia di Stamford Bridge, il 25 settembre 1066 , il leggendario re vichingo fu battuto e morì in battaglia trafitto in gola da una freccia. Nella saga Snorri Sturluson descrisse la disposizione delle truppe norvegesi e rivendicò il fatto che essi avevano lasciato le loro cotte di maglia sulle navi e che quindi furono costretti a combattere utilizzando solamente scudo, lancia ed elmo.