Le Cronache Lucane

MONTE VULTURE: SCOPERTA DISCARICA DI RIFIUTI TOSSICI

Di tutto e di più. Altro che impegno nella salvaguardia del patrimonio ambientale e naturale locale. Le istituzioni locali fanno

Di tutto e di più. Altro che impegno nella salvaguardia del patrimonio ambientale e naturale locale. Le istituzioni locali fanno molto poco in proposito, ma anche i cittadini dimostrano davvero scarso interessamento e principalmente riguardo per questo tipo di discorso. Che è anche e soprattutto di civiltà. Nelle ultime ore, sulle pendici del monte Vulture, quelle sovrastanti il territorio comunale di Rionero, e che conducono direttamente alla cima dello stesso “massiccio” del nord Basilicata, è stato rinvenuto un grosso deposito di rifiuti speciali, pericolosi e non. Di quelli dichiaratamente illegali, vietati a chiare lettere dalle leggi nazionali e regionali in tema di tutela del patrimonio naturale, fondamentale non solo per non deturpare il paesaggio, ma anche e soprattutto per difendere la salute degli uomini, degli animali e di tutto il resto degli esseri viventi, ad iniziare del verde. Il deposito, immediatamente, è stato posto sotto sequestro preventivo. Lo si è rinvenuto, e forse pure non troppo a sorpresa, visto che nel passato c’erano stati casi incresciosi del genere, nei pressi di una cava dismessa da moltissimi anni, dagli agenti della Polizia locale di Rionero con il supporto operativo delle guardie volontarie dell’Aisa (sezione provinciale di Potenza). Dalla notevole consistenza (oltre otto metri cubici di robaccia d’ogni genere) e dalla particolare tipologia dei rifiuti rinvenuti si ipotizza da parte degli inquirenti che siano stati depositati da più persone e in tempi diversi uno dall’altro. Al riguardo, è tuttora in corso da parte degli inquirenti un’attenta “catalogazione” dei rifiuti, in ogni caso da considerarsi nel modo più assoluto del tipo d’estrema pericolosità. Nel dettaglio, 15 grosse lastre di eternit contenenti presumibilmente amianto, peraltro in condizioni pessime di conservazione con molte “fratture” pericolose. E poi rifiuti edili da demolizioni e pure quelli riguardanti i cosiddetti “ingombranti” (materassi, varie componenti di cucina ed elettrodomestici arrugginiti), oltre ad oggetti in vetro e in plastica. Sono naturalmente in corso ulteriori indagini per individuare i colpevoli. Il reato configurato è quello d’inquinamento di “area protetta” da norme precise di legge sulla tutela ambientale. Indiscrezioni non confermate per via del segreto istruttorio è da ritenersi assai probabile che gli investigatori siano molto vicini alla completa individuazione dei responsabili che, a questo punto, sarebbe meglio chiamare “irresponsabili”. E’ stato contestualmente avviato l’iter amministrativo per il non semplice smaltimento dei rifiuti e la bonifica dell’area. Intanto, un dato certo è quello che anche i verdi sentieri che portano alla cima del Vulture vadano tenuti strettamente sotto controllo da parte delle forze dell’ordine per contrastare i “colpi” assassini degli sconsiderati. Non è proprio da credere che la recente integrazione della Forestale dello Stato nell’Arma dei Carabinieri abbia alquanto finito in questo caso con il complicare le cose.

DI CLEMENTE CARLUCCI

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