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EUGENIA UCCHINO, UNA VITA PER LA DANZA

di Leonardo Pisani Rimaniamo ammirati a vedere i quadri di Edgar Degas, cantore dell’arte del balletto classico, anni or sono,

di Leonardo Pisani

Rimaniamo ammirati a vedere i quadri di Edgar Degas, cantore dell’arte del balletto classico, anni or sono, parliamo della paleo-televisione come diceva Umberto Eco, quando il bianco e nero erano gli unici colori, allora era facile vedere sul piccolo schermo la danza classica. Carla Fracci era una’ospite frequente del piccolo schermo. Oramai il balletto classico lo si vede solo sui canali specializzati, eppure Charles Batteux nel 1746 la definisce, arte nel suo libro “Le belle arti ridotte ad un unico principio”, indicando cinque arti in senso proprio – la pittura, la scultura, la poesia, la musica, la danza – a cui associava due arti connesse – l’eloquenza e l’architettura. Poi la concezione estetica cambia come cambia la società ed il pensiero, variano e nascono teorie estetiche diverse e contrapposte. Ora in senso stretto quando si parla di arte si pensa a qualcosa di visivo, non alla poesia e tanto meno alla danza, nelle mille varianti dal semplice ballo popolare a quello colto del teatro. Scrivere di danza significa andare indietro nella notte dei tempi, alla tragedia greca nel suo apogeo ma anche andare nell’antica Sparta dove i giovani guerrieri imparavano musica e danza e così nelle prime accademia militari del 1600: il futuro ufficiale e “gentiluomo” doveva imparare la danza. Ma ora come è la situazione? La danza nell’accezione colta è da teatri di primo ordine, ma allo stesso tempo è vista come un’attività bella, gradevole, elegante semmai da far imparare per moda ai piccoli. Ma è così? Ne parliamo con Eugenia Ucchino, ballerina classica e moderna, insegnante alla ASD Dance Academy di Lagonegro, e soprattutto passione e amore per l’arte che l’hanno portata, oltre al diploma alla Scuola “La Danse” diretta dalle maestre Gabriella Cerasuolo e Graziella Chiacchio aNapoli, a tanti stage, da Stephane Fournial, una Étoile internazionale, Ugo Ranieri primo ballerino del San Carlo di Napoli all’ ultimo con il mito Carla Fracci.

 


“La danza è una carriera misteriosa, che rappresenta un mondo imprevedibile ed imprendibile. Le qualità necessarie sono tante. Non basta soltanto il talento, è necessario affiancare alla grande vocazione, la tenacia, la determinazione, la disciplina, la costanza”. Lo ha detto Carla Fracci, che tra l’altro hai anche incrociato nella tua carriera di ballerina classica, ma parliamo di te come sei arrivata alla danza?
«La mia passione per la Danza comincia prestissimo. Già a 3 anni camminavo e parlavo danzando, spessissimo mi ponevo davanti allo specchio e accennavo a passi di danza.Come detto, sono nata “danzando”, ma, poi a 4 anni ho avuto il mio primo maestro, un ballerino russo che dava lezioni presso il Mater Dei di Lagonegro: è stato questo insegnante che mi ha trasmesso ancora di più la passione per questa elegante disciplina.Il mio percorso artistico è andato evolvendosi di anno in anno con vari maestri iniziando con il mio caro Enzo Pacifico a cui va un forte grazie. Di anno in anno con maestri sempre più bravi ho perfezionato il mio stile, la mia postura e anche la mia passione e, dopo il Diploma in Danza Classica e moderna, ho iniziato la mia missione come Insegnante».
La danza è il linguaggio nascosto dell’anima. Lo sosteneva la “madre” della danza moderna Martha Graham che ne pensi?
«Secondo me è soprattutto arte, anche se il corpo (il fisico) gioca tanto, come tanto importanti sono le ore passate quotidianamente alla sbarra o a esercizi al corpo libero; questo è il messaggio lanciatomi a Napoli dal mio maestro Enzo Paolo Turchi e dalla moglie Carmen Russo. Con il mio spirito artistico sento miei anche i problemi sociali, in particolare quelli delle donne e dei giovani, e il mio modesto apporto e sostegno è sempre dato con estrema sensibilità».
La danza è una poesia in cui ogni parola è un movimento. È un aforisma di uno dei personaggi molto discusso del 900, MataHari, spia ma anche ballerina. Vivi anche tu queste esperienze?
«La Danza è una disciplina che si estende in un campo molto vasto, non solo perché esistono molte forme di danza, ma, anche perché è l’arte del corpo in movimento. La danza, è un arte e per questo i coreografi la “utilizzano“ per esprimere emozioni, sentimenti, stati d’animo, per raccontare una storia o solo per mostrare la bellezza delle linee e dei corpi che, partendo dalla tecnica classica accademica, vanno a ricercare nuove figure e nuovi passi con una maggiore libertà di movimento».
La danza in tutte le sue forme, non può essere esclusa da una nobile educazione: danzare con i piedi, con le idee, con le parole, e devo aggiungere che bisogna saper danzare con la penna? Lo sosteneva Friedrich Nietzsche. Eugenia quanto è difficile insegnare a danzare e a far comprendere quello che c’è dietro all’arte della danza?
«Affrontare una disciplina artistica come la danza, per un bambino, significa porsi degli obiettivi, lavorare “sodo” sul proprio fisico, ma altresì sviluppare la propria creatività e “scavare” nel proprio animo lavorando sull’interpretazione e sull’emozionalità. La danza è un momento magico, dove non pensiamo più all’esecuzione dei passi, ma il corpo si muove da solo senza pensare più a niente. La musica non sembra più uscire dall’impianto audio, ma dal nostro corpo. L’insegnamento di questa disciplina dovrà essere eseguita da mani maggiormente esperte, in quanto è formata da esercizi che dovranno essere imparati gradatamente, seguendo un ordine ben definito. Occorre quindi molta preparazione, ed anche fantasia per insegnare i primi passi danzanti ai più piccoli. I bimbi, ancora devono imparare le regolestrette della coordinazione: istintivamente seguono il ritmo, hanno poca consapevolezza del proprio corpo, come della gestione dello spazio che li circonda».
Se diamo una lettura veloce a dizionari, enciclopedie, articoli troviamo tante distinzioni ballo e danza, poi danza classica, moderna, contemporanea, neoclassica, di strada, sportiva, jazz ed altro. Tu hai sperimentato diverse varianti o sbaglio?
« Si ne ho sperimentato tante anche se la mia passione rimane la Danza Classica, ciò nonostante nella mia scuola dò molto spazio anche alla danza moderna, contemporanea, hip pop, zumba ecc».
Parliamo invece di coreografia, grecoκορεια (koreia, danza) e γραφια (grafia, scrittura). L’arte, l’inventiva di amalgamare la mimica, la danza, la musica, i costumi e la scenografia, Una specializzazione molto difficile. A te affascina?
«A me piace tanto gestire una coreografia, non solo ma anche la scenografia perché sulla trama di un libretto armonizzo con la musica i varî elementi dello spettacolo, l’attività stessa di ideazione e direzione di un balletto, e, talora, la sua esecuzione. Nella coreografia uso sia i movimenti che appartengono alla danza, sia movimenti ripresi dalla vita quotidiana, rielaborati e trasformati secondo le esigenze dell’azione artistica».


Ci siamo conosciuti ad un concerto dei Renanera, dove intervieni con l’arte dei movimenti e con balletti. Mi parli di questa esperienza?
«Vivo con grande entusiasmo questo periodo artistico insieme ai Renanera, perché dalla loro musica etnica ricevo carica e ottimismo, cerco di diventare sempre di più un loro valido supporto. Grazie a loro sono venuta in contatto con un pubblico più numeroso e vario: sono felicissima di affiancarli e, ovviamente spero in una collaborazione futura, perché questa esperienza mi ha fatto crescere e scoprire un mondo diverso».

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