UNA “PULCE D’ARGENTO” AD UN GIGANTE DEL CINEMA ITALIANO

di Leonardo Pisani

Divo lo è, ormai è affermato e riconosciuto tra i migliori attori italiani. Divo lo è perchè il pubblico lo riconosce e lo apprezza. Allo stesso è un anti Divo, nessuna traccia di gossip, neanche a scavare nelle ragnatele del web. Nulla, nulla del nulla. Anti divo nei suoi comportamenti: umile – pur sapendo il suo valore, amichevole come se nulla fosse cambiato e non è l’attore ma è Antonio che parla e saluta. Salotti da vip, o bizzarrie da divismo importato da oltre oceano: neanche a parlarne. Quando penso ad Antonio Gerardi mi viene in mente Sinisgalli «Girano tanti lucani per il mondo, ma nessuno li vede, non sono esibizionisti. Il lucano, più di ogni altro popolo, vive bene all’ombra. Dove arriva fa il nido, non mette in subbuglio il vicinato con le minacce e neppure i “mumciupì” con le rivendicazioni. E’ di poche parole». Il poeta ingegnere in questi versi aveva colto l’essenzialità del lucano, un ritratto che si adatta al divo- anti divo di Potenza. Sia chiaro, Gerardi non passa inosservato, anzi al contrario i riflettori della critica sono puntati su di lui. E’ un personaggio, ha fatto “nido artistico” in qualunque settore si sia cimentato. All’ombra non vive, se parliamo di notorietà, la luce risplende ma un’ombra metaforica c’è. Come sotto una tettoia di canne, in una afosa estate di montagna lucana, Gerardi si mette all’ombra di se stesso, non ha bisogno di mostrarsi: c’è. Non ha bisogno di farsi vedere,:lo vedono. L’ultima fatica televisiva “1993” dove impersonava Antonio di Pietro è stato un successo di pubblico e critica. Lo sa ma non se ne vanta, anzi a volte si sorprende anche.

Nonostante i grandi successi nei programmi radiofonici, è “di poche parole”, quel carattere aviglianese non l’ha mai lasciato. Ama parlare e scherzare, poco di sè e mai male di altri. Personaggio anti personaggio ma uomo vero nella vita, quella dove le finzioni non possono e non devono esistere. Lucano dalle solide radici, ma capace di vivere ovunque, se ora fama e successo sono sono arrivate e ci darà ancora altre sorprese, ne siamo certi, la costruzione è stata lenta. Lenta e tenace, coraggiosa ai limiti di un “elogio della follia” nel tentare perchè lo ha fatto, senza paracaduti o Santi in Paradiso; neanche a Cinecittà. Un’infanzia passata tra Potenza ed Avigliano, un ragazzo come tanti altri. Vita e giochi da strada e non certo in salotti “per bene” dove le conoscenze e la nascita valgono più del talento. Antonio mi disse due cose che mi sono rimaste impresse. La prima è «Se sono ancora a piede libero il merito è dei miei genitori» poi scherzando tra noi sulla sua carriera «Ma che accademie e accademia,  quali accademie! Ho imparato a fare l’attore sulla strada».

Questo è “il Sistema” di Antonio, per parafrasare un altro suo successo televisivo: gavetta e sacrifici, sacrifici e gavetta. dalle radio lucane, dalla sua voce “Radio Potenza Centrale è una Potenza di Radio” ai successi su Radionorba e poi RTL 102.5, poi  Radio Kiss Kiss ed ancora “Vent’anni dopo” quasi alla Dumas e  D’Artagnan, ritorna a RTL 102.5.Ed ancora ascolti alle stelle. Un lucano verace, di quelli che senza moine amano la loro terra di origine oggi a Villa D’Agri di Marsicovetere sarà premiato con “La Pulce d’argento 2017” nel corso della undicesimo Premio Internazionale di Poesia Narrativa Saggistica – La Pulce Letteraria”, ideato dal mai dimenticato Claudio Dibuono, un capitano ed un galantuomo dell’editoria lucana che purtroppo ci ha lasciato. La cui eredità è portata avanti dal dal figlio Francesco  e dalla sorella Angela. Un premio   assegnato  a personalità di origine Lucana, che si sono distinte nel campo dell’arte, della cultura, dello spettacolo o della politica. Lo merita tutto, ed un applauso agli organizzatori, l’associazione Culturale La Pulce Letteraria di averlo assegnato ad uno di quei lucani “sinisgalliani” che nell’era dell’immagine pensano alla “sostanza dell’essere”. Tra gli ospiti la cantante Maria Teresa Laurita.  Un’occasione anche per sentire l’ottimo cabaret di Dino Paradiso e la suggestiva musica dei “Tarantolati di Tricarico” in concerto conclusivo di una serata di arte, letteratura e vera cultura.