RIMPASTINO IN GIUNTA E STAFFETTA AL CONSIGLIO

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di Salvatore Santoro

In Giunta Cifarelli e basta con Pace in presidenza al posto di Mollica. Insomma la solita storia della montagna e del topolino. Questo secondo i rumors.
La vicenda: lunedì è prevista (a meno di mal di pancia o colpi di scena improvvisi che non si possono mai escludere) una riunione politica alla Regione. Sarà il 31 luglio. Il giorno dopo è convocata l’ultima seduta di Consiglio regionale prima della pausa per le tradizionali vacanze di agosto.
Sul tavolo del presidente della Regione c’è l’annosa questione del rimpasto della Giunta regionale, del rinnovo della presidenza del Consiglio regionale e quindi degli organigrammi del Partito democratico che come è noto ormai non ha più segretari eletti (a Potenza si è appena dimesso Sarli, i due provinciali hanno preso armi e bagagli e hanno alimentato la scissione di Speranza e quello regionale – dopo la scomparsa di Luongo – non c’è da ben 19 mesi).

 


In ogni caso la riunione di lunedì dovrebbe ridursi alla ratifica di solo due decisioni: rimpastino di Giunta con l’aumento del numero degli assessori da 4 a 5 (per via dell’applicazione del nuovo Statuto regionale) e via libera alla staffetta interna all’area moderata per la presidenza del Consiglio regionale.
Vale a dire: il capogruppo del Partito democratico in Consiglio regionale, Roberto Cifarelli (leader dell’area di minoranza dem che fa capo al ministro Orlando) dovrebbe andare a rinfoltire la squadra di assessori regionali e affiancare gli altri quattro che quindi verrebbero confermati in toto: Luca Braia, Nicola Benedetto. Francesco Pietrantuono e Flavia Franconi che rimarrebbe quindi l’unica donna in Regione tra Consiglio e Giunta.
Altro tassello, Aurelio Pace prenderebbe il posto di Franco Mollica come presidente del Consiglio in una staffetta tutta interna all’area moderata regionale come da accordo tra gli stessi Mollica e Pace preso un anno e mezzo fa circa.
Politicamente? Cambia poco o nulla: si irrobustirebbe la pattuglia degli assessori del Pd con Cifarelli che andrebbe ad affiancare Braia portando di fatto a pareggiare i conti tra maggioranza e minoranza dem. Ma non del tutto perché rimarrebbe fuori dalla partita l’area dem che fa capo a Michele Emiliano che poi è quella che allo scorso congresso nazionale ha preso più voti in Basilicata dopo la pattuglia renziana.
E c’è di più: nonostante le voci delle scorse settimane Piero Lacorazza (e l’area politica che rappresenta all’interno del Pd) rimarrebbe di nuovo fuori dai giochi: si era parlato di un suo ritorno alla presidenza del Consiglio. Ma i veti posti sul suo nome da parte di alcuni consiglieri regionali evidentememente sono più forti dei ragionamenti politici. A ieri questa la situazione. Per eventuali novità ci sarà il tempo.

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