UNA FOLLA DI FEDELI ACCOMPAGNA MARIA AL MONTE

AVIGLIANO. Da secoli ogni 16 luglio sale verso il monte Carmine, Sempre accompagnata da migliaia di fedeli la Statua della Madonna del Carmine partendo dalla Basilica Pontificia Minore, viene condotta al santuario, a Lei dedicato, sull’omonimo monte, scortata dai caratteristici “Cinti”, particolari ex voto che rendono unica e suggestiva una manifestazione secolare di religiosità popolare: rappresentano Santuari e Chiese importanti, sono costruiti a mano con candele decorate ed hanno imponenti dimensioni.

Una tradizione di alto artigianato mantenuta in vita dal Rocco e Donato Rizzi. Anche questo anno una folla di fedeli vi ha partecipato, da ogni parte della Lucania, dove vi è quella “Nazione Aviglianese”, quei coloni che partivano per lavorare terre incolte sino nella coste jonica, e che trovano la loro unione culturale e religiosa proprio nel”Sacro Monte”.

La festa della Madonna del Carmine ha remote origini; nel lontano 1694, quando, oltre a una lunga carestia, vi fu uno fortissimo terremoto l’ 8 settembre 1694 che per intensità e caratteristiche ricorda quello del 23 novembre 1980. Il sisma iniziò alle 18: 45 e la scossa durò circa un minuto, con la punta massima del l’XI° grado della scala Mercalli. La zona colpita ebbe una estensione di circa 9.500 chilometri quadrati tra le zone dell’Irpinia, Capitana e Balicata. I Comuni più colpiti furono Sant’Angelo dei Lombardi, Lioni, Conza della Campania, Muro Lucano, San Fele, Calitri, Bisaccia e Picerno.A Potenza crollarono 300 case, il resto fu completamente danneggiato, rimasero lesionati il Castello e la Chiesa della Trinità. Per fortuna i morti furono soltanto 5, pochi per la violenza del sisma in relazione alle caratteristiche costruttive degli edifici, probabilmente a causa dell’orario, per cui la maggior parte delle persone era fuori casa. A Napoli si verificò anche uno tsunami. Le vittime stimate circa 6000. Il sisma procurò anche notevoli proteste da parte delle popolazioni compite perché accusarono le autorità di concentrarsi solo sulla ricostruzione degli edifici pubblici ed ecclesiastici a discapito degli interventi a favore dei terremotati. Il regno di Napoli all’epoca era sotto la dinastia degli Asburgo di Spagna e regnava Carlo V ( Carlo II come re di Spagna). Comunque le autorità seppur sospesero la riscossione dei tributi, ebbero difficoltà a reperire alimenti e i disagi per i senza tetto si protrassero per lungo tempo. Al terremoto del 1694 è legata la costruzione del santuario della Madonna del Carmine di Avigliano, come ex voto per aver salvato la popolazione dal disastro.Avigliano all’ epoca con circa 7000 abitanti era tra i centri più popolosi della Basilicata. Crollarono 20 case, fu danneggiato il palazzo baronale ed anche la Chiesa di San Leonardo- l’attuale Basilicata Pontificia dedicata alla Madonna del Carmine-. Andrea Corbo nelle sue “ Memorie, patrie e ricordi di famiglia” del 1895 scrive che “ la tradizione narra che le pareti delle case si staccavano in maniera da lasciar passare la luce e si richiudevano immediatamente. Sembra che l’enorme e decrepita mole del castello feudale oscillasse sulle basi per poi rovesciarsi da un istante all’atro sulla piazza e seppellire nelle sue rovine uomini e cosa”.Il Corbo descrive anche lo spavento degli aviglianesi per i “sussulti del terreno” e “cupi e sordi rombi si ripercuotevano sinistramente”. L’episodio dello scampato pericolo è sempre rimasto vivo nella tradizione orale aviglianese ed è ben descritto nel volume “Avigliano- fra Memoria e storia” di Michele Ostuni e da Francesco Manfredi in diversi scritti. Una vicenda che si intreccia con la tradizione ed anche la leggenda, che dice che gli aviglianesi invocarono la protezione della Santissima Vergine ed il paese fu preservato dalla rovina. Il 22 settembre il capitolo recettizio di Avigliano decise di erigere una cappella sul monte Carmine e di portare una statua della Vergine del Carmine e fu stabilito che la statua dovesse essere portata in processione da Avigliano al nuovo santuario il 16 luglio per poi essere riportata in paese l’8 settembre, ora la seconda domenica di settembre.
Inoltre fu fondata la confraternita della Madonna del Carmine , tuttora esistente che portano a spalle la statua della Vergine , vestito con un saio che ricordava l’ordine dei carmelitani. Il 26 settembre 1694 ultimata la cappella il sindaco propose che la Vergine del Carmelo fosse proclamata Patrona e Protettrice di Avigliano e la proposta fu accolta con entusiasmo dalla popolazione.