LA FINE È VICINA ?

LA FINE È VICINA
Abitiamo un pianeta che ha un raggio di 6300 km e la cui superficie è ricoperta per 2/3 di acqua.
Poi occorre sottrarre, dall’un terzo di superficie che rimane, un buon ulteriore 60% di superficie perchè arida o ghiacciata .
Morale della favola, resta il 40% di 1/3 della superficie del pianeta (4 pigreca R2) da spartirsi tra tutte le forme di vita.

Al momento attuale, l’impronta ecologica dell’umanità è 1.5 (sarebbe uno se fossimo il 33% in meno…).
Siamo 7.5 miliardi di persone, in crescita. Se non riusciremo a fermare il boom demografico, saremo al disastro ecologico.

La popolazione aumenta ogni giorno di 230 mila persone, 7 milioni al mese di bocche da sfamare, 84 milioni all’anno.

Secondo le proiezioni, intorno al 2050 saremo 9, forse 10 miliardi e il sistema Terra rischia di collassare.

E cosa succederà quando i paesi emergenti utilizzeranno ancor più energia (largamente prodotta dal carbone) dell’Occidente?
Uno sviluppo così non è sostenibile.
Già oggi l’acqua è insufficiente.
Oltre un quinto della popolazione mondiale soffre per la sua mancanza.
Se non c’è acqua per l’agricoltura non si può produrre cibo.
Per non parlare della desertificazione.
Circa due miliardi di ettari di terra arabile e da pascolo, un’estensione grande quasi quanto Stati Uniti e Messico insieme, risultano degradati o persi per sempre.
E la deforestazione?
Abbiamo già mandato in fumo i quattro quinti delle foreste del Pianeta.
Insomma il rischio è una catastrofe che può farci fare la stessa fine dei dinosauri. E non si vedono spiragli.
Il conto è presto fatto.

Se poi vogliamo essere più drastici, senza idrocarburi (petrolio, metano etc) la Terra sarebbe sostenibile per un solo miliardo di persone.

Insomma, la Siria può essere un esempio di quanto potrebbe accadere.

E non sarebbe la prima volta. In passato, altre civiltà si sono estinte: quando la globalizzazione non esisteva, una carestia in una regione poteva determinare la fine della civiltà che dominava in quella regione.

Prima o poi, la natura presenterà il suo conto agli esseri umani.

Se nel frattempo ci saremo abituati a vivere sfruttando di meno le risorse, sopravvivremo.
Altrimenti, la maggior parte morirà. Inutile girare intorno al problema.
Il problema, infatti, non è “se succederà”, ma “quando succederà”… e la prenderemo tutti in quel posto