“Siamo tutti possibili incendiari nelle estati lucane”?

 

GLI INCENDI ESTIVI NEGLI ULTIMI DECENNI IN BASILICATA: LA STORIA SEMPRE UGUALE E INFINITA DEI PIROMANI IMPUNITI.

Alla fine del mese di giugno, ed inizio di luglio, ogni estate è tragicamente attuale, per gli incendi in Basilicata, tante idee sul “che fare” con qualche considerazione storico-culturale.

Il fuoco continua a parlare della Basilicata, all’interno e soprattutto fuori della nostra Regione. “Lingua di fuoco” Purtroppo il fuoco parla di sé, come tragedia apocalittica, come maledizione divina. Eppure ci fu un tempo storico neanche troppo lontano da noi in cui gli incendi controllati delle campagne servivano, a una specie di regolazione agronomica dei terreni.

Erano un’occasione di festa e uomini e donne, saltandoci sopra tenendosi per mano, diventavano “compares de Santu Giuanne” e talvolta il legame così stabilito era più forte di quello formalmente fissato dall’ “olio santo”.

Eppure ci fu un tempo favoloso in cui il fuoco era una forza al servizio dell’uomo: si veda la fiaba “Come sant’Antonio rubò il fuoco” (ai diavoli, con l’aiuto di un astuto maialetto; il mondo conobbero finalmente il fuoco e il gran freddo cessò per sempre”.
Sarà possibile ancora questo? È impensabile metterci la mano sul fuoco.

“Siamo tutti possibili incendiari nelle estati lucane”?

“La colpa non è del cerino acceso”: le cause degli incendi estivi in Basilicata per me erano e restano individuali e individuabili (le generalizzazioni rischiano di diventare genericità).

Tempo fa dalla stampa appresi che erano stati arrestati lavoratori stagionali della forestale sospettati di aver attizzato qualche esca incendiaria in preda a rancori per torti subìti; lessi che più volte i freni mal funzionanti di qualche convoglio ferroviario avevano fatto sprizzare scintille che avevano alimentato fiamme che il forte vento aveva fatto diventare spietate. Non mi sentii di escludere a priori che venisse accertata anche la colpa di qualche pastore poco preoccupato dell’estendersi incontrollato di fiamme accese per bruciare porzioni limitate di pascolo. I fatti insomma avevano dato ragione a chi modestamente suggeriva di non addossare le colpe a cause non imputabili all’uomo (il sole, il vento) e a responsabilità collettive che assolvevano a priori comportamenti devianti di tipo individuale.

Il sociologo Sabino Acquaviva in un articolo dell’agosto 1994 ricordava i grandi falò di Ferragosto che nella civiltà contadina avevano “un significato religioso, prima pagano e poi cristiano”.

Leggo che i parlamentari lucani – in un appello al Governo perché la Basilicata non venga lasciata sola a combattere gli incendi e perché quindi siano potenziati i mezzi e il personale destinati a contrastare le fiamme e venga aumentato il numero dei Canadair, evidenziano il «disastro ambientale che si sta compiendo in queste ore con roghi da nord a sud della regione, con migliaia di ettari in fumo, abitazioni evacuate e feriti.

Non so se ancora oggi qualcuno osa sostenere che «parlare sempre di dolo ci deresponsabilizza.

Ci deresponsabilizza di più dimenticarci delle responsabilità dei criminali incendiari.
Sui piromani, causa prima del «disastro ambientale»
cada la maledizione delle persone civili;
venga messa anche qualche taglia così da favorirne l’individuazione;
venga stabilita e fatta valere qualche punizione esemplare.
In questi ultimi due campi i parlamentari lucanii hanno qualche possibilità di intervento?

Incendi nella zona del VULTURE la terra brucia e cittadini hanno paura, troppi genti che hanno colpito il punture nel periodo sprovvisto della copertura del servizio attrice spesso minacciano le abitazioni e cittadini non dormono sonni tranquilli
I piromani avvantaggiati dall’alto numero di campi incolti, la terra buccia e cittadini hanno paura.

La terra brucia ed i cittadini hanno paura degli incendi che nel mese di luglio hanno funestato il Vulture hanno lasciato traccia non solo sughetto di terreno assi dalle fiamme è successo a Rionero così come in altre zone e in altri comuni a giudicare da quanto esternato da alcuni cittadini, resta addosso un senso di paura di insicurezza.

Sono stati molti casi in cui gli incendi hanno minacciato le abitazioni, solo la sorte e l’intervento dei soccorritori hanno evitato il peggio.

La questione degli incendi estivi non trova una soluzione, per comprendere il fenomeno ci sono almeno due aspetti da tenere in considerazione le cause e le soluzioni.

Il servizio antincendio boschivo in Basilicata, i piromani da anni hanno avuto vita facile fino ad ora, quantomeno fino ad oggi, infatti dalla data di attivazione del servizio antincendi.

In Basilicata le difficoltà maggiori che incontra chi è deputato allo spegnimento dei roghi sono relative alla carenza di uomini e mezzi, come successo soprattutto in quei giorni in cui molti episodi si sono verificati contemporaneamente in più punti del territorio.
I sospetti della natura dolosa dell’incendio, interessano anche anche le forze dell’ordine, dal comando della compagnia dei carabinieri fanno sapere che l’arma è spesso impegnata nell’azione di supporto dei vigili del fuoco ma pare che non ci sono denunce da parte dei cittadini che hanno subito o rischiato di subire danni tuttavia anche la procura della Repubblica è stata informata.

Lotta ai terreni incolti la causa principale dell’incendio la mano dell’uomo è questa un’opinione molto diffusa anche se gli agenti atmosferici hanno portato a facilitare il loro compito qualunque sia il loro obiettivo.

Ci sarebbe da controllare i terreni incolti, questo almeno nell’area del Vulture, quasi sempre da questi terreni che partono incendi, roghi, le fiamme poi finiscono per mettere a repentaglio le confinanti aree coltivate e perfino le abitazioni dei cittadini, perfino terreni coltivati a vigneti ed aziende vinicole.

Anche in questo caso si tratta di un problema annoso che pare non trovare mai soluzione la zona del Vulture che da Rionero conduce ai laghi di Monticchio è uno dei comuni più colpiti dai recetti roghi ma anche dei roghi degli anni passati, che si ripetono con puntuale cadenza.

Può bastare un’ordinanza del sindaco per obbligare anche i privati cittadini alla pulizia dei terreni incolti?

Le azioni poste in essere anche da enti locali con utilizzo delle vie blu in periodi dell’anno forse troppo avanti (in estate) possono creare vantaggi?

Molte volte anche le sanzioni non sembrano spaventare, anche se poi a questo si deve tener conto delle difficoltà dei controlli dovuti a carenza di personale da parte della polizia municipale.

INGENTI DANNI AD AZIENDA VINICOLA TERRA DEI REI

IL GRIDO DI DOLORE DI PARIDE LEONE :

“Oggi la Cantina Terra dei Re ha rischiato di scomparire per sempre a causa di un incendio causato da qualche incosciente che ha appiccato il fuoco lungo la strada che conduce ai laghi di Monticchio.
Dopo ore di lotta contro le fiamme i vigili del fuoco e tutti noi siamo riusciti a domare il fuoco.
Sono stati momenti terribili, il fuoco alimentato dal forte vento ha bruciato parte della copertura.
La cantina è salva.
Non voglio fare polemica ma è palese che mancano uomini e mezzi.
Rivolgo un appello a chi ci governa, trovate le risorse perché siamo stanchi di mettere a rischio persone e cose.
Anticipiamo tutti i lavori per la protezione del Monte Vulture che non si possono fare in piena estate.
Servono bocchette per l’approvvigionamento di acqua perché i vigili del fuoco che hanno lottato arduamente non possono perdere 45 minuti per andare a riempire le loro cisterne.
Un pensiero allo sciagurato che ha appiccato il fuoco: cambia in meglio.”

LA TESTIMONIANZA DIRETTA di Paride Leone :

Paride a che ora avete notato del fumo?
Abbiamo notato del fumo sulla SS 167 in direzione Monticchio dalle ore 9,30 e abbiamo allertato i Vigili del Fuoco.
Dopo numerosi solleciti i Vigili sono arrivati verso le ore 12,30 mentre altre squadre credo della protezione civile erano già sulla S.S. 167 con un solo mezzo di piccole dimensioni.
Non sono riusciti a domare il fuoco che aveva raggiunto proporzioni enormi. Dopo un pò avevano anche finito la riserva dell’acqua ed hanno impiegato quasi 45 minuti per l’approvvigionamento, che non so precisamente dove lo fanno.

Nelle vicinanze del Vostro opificio non c’è nessuna condotta?
Abbiamo a poca distanza dalla cantina la condotta che credo porti acqua a Rionero e mi dicono che ha una grande portata. Chiedo se si potrebbero istallare delle bocchette lungo la Statale da utilizzare nei casi di emergenza.

Naturalmente non siete stati con le mani in mano ed avete chiesto aiuto anche ai soci ed amici?
Dalla Cementeria Costantinopoli abbiamo avuto un grande supporto di uomini e mezzi che sono arrivati prima dei Vigili del Fuoco. Sono arrivate betoniere cariche di acqua e personale con mezzi fuoristrada.

Paride qual è stato il peggiore momento in cui hai avuto veramente timore del peggio?
Il momento peggiore verso le 12,30 quando eravamo completamente circondati dalle fiamme ed hanno cominciato a prendere fuoco le pedane di bottiglie vuote che erano all’esterno della cantina. Le fiamme si sono propagate verso la struttura per il forte vento ed il tetto ha cominciato a prendere fuoco. (n.d.r. la copertura della struttura è in legno)

Paride so che adesso a bocce ferme e con animo, più sereno vuoi fare delle scuse.
Mi devo scusare con i Vigili del Fuoco che hanno dato l’anima e forse sono stato un pò troppo aggressivo nei loro riguardi ma ero preso dalla disperazione, GRAZIE per tutto quello che avete fatto.

Paride avete già fatto una prima stima dei danni?
I danni sono ingenti, interi filari di viti, bottiglie, impianto di sorveglianza e impianto elettrico. Tutta la recinzione esterna. Stiamo ancora quantificando

Qual è il Vs impegno immediato delle famiglie Rabasco & Leone per portare avanti l’attività Terra dei RE e consentirci di gustare il vostro prelibato prodotto?
Con la famiglia Rabasco non ci siamo arresi e abbiamo lottato per salvare la cantina e grazie alla nostra tenacia ci siamo riusciti.

Pubblicato sul quotidiano ROMA mercoledì 12 luglio 2017 con richiamo in prima ed approfondimenti alle pagine 7 et 8 

Domenico Leccese