Vito Santarsiero: “Da Sindaco Potenza mancanza di rispetto”

Il consigliere regionale del Pd parla di “parole irritanti da parte di chi è nelle Istituzioni, nei confronti di chi nelle medesime Istituzioni ci è stato, che suonano come un insulto grave alle persone e alla stessa città”

“’Mala gestione’ e ‘sistema mafioso’ delle ultime amministrazioni: sono parole irritanti che suonano come un insulto grave alle persone e alla stessa città. Tale totale mancanza di rispetto, da parte di chi è nelle Istituzioni nei confronti di chi nelle medesime Istituzioni ci è stato, è semplicemente ignobile, così come è indice soltanto di mera e vacua arroganza questo ergersi a giudice ed esempio di moralità assoluta”.

Così il consigliere regionale del Pd Vito Santarsiero che aggiunge “intanto è sempre bene ricordare che quella ‘mala gestione’ ha assicurato alla nostra comunità la visione strategica di ‘Potenza 2020’ e oltre 200mln di euro di opere (dal Nodo complesso a quello ospedaliero, alla Casa del volontariato, a due Case per anziani, 3 nuove scuole, 3 nuovi parchi, il nuovo cimitero, i sottopassi, 600 alloggi di edilizia sociale, la nuova piazza Prefettura, la nuova via Pretoria, tanta altra riqualificazione, tre scale mobili, tanta cultura di qualità, la Storica Parata, la Pinacoteca civica, l’anno del Bicentenario ecc..ecc..), tutte cose realizzate in trasparenza e con grande merito degli uffici comunali”.

“Occorre poi ricordare – continua – che è proprio quella ‘mala gestione’ che ha lasciato all’attuale amministrazione ben 26 mln di euro di opere già finanziate ancora ben lontane dall’essere completate, ben 8 mln di euro, di cui si sono perse le tracce,  per case popolari, un piano approvato dal ministero infrastrutture per la riqualificazione di Bucaletto con 50 mln di euro di edilizia convenzionata ed altre opere; anche in questo caso ancora tutto fermo e, volendo, potremmo continuare ad esemplificare così, a partire da Palazzo d’Errico lasciato a sei mesi dalla ultimazione e dopo tre anni ancora non aperto. Non si può non essere orgogliosi di quanto è stato fatto e chiunque difenda ciò, guarda evidentemente agli interessi della città e al  lavoro dignitoso messo in campo con passione e rispetto per la comunità”.

“Perciò caro Sindaco – dice Santarsiero – quando parli di mala gestione e mafia dovresti prima di tutto rivolgerti ai tanti che collaborano in Giunta con te e ti sostengono in Consiglio e fuori dal Consiglio, i tanti che erano l’oggetto dei tuoi strali in campagna elettorale e che sono stati protagonisti ‘veri’ e non fittizi di quella stagione che tu ti permetti di vituperare tanto, una stagione  che solo la storia giudicherà e della quale io resto orgoglioso, ma di cui costoro non sono più meritevoli, ormai persi in una piccolezza politica senza fine di cui dovranno dare  conto alle loro coscienze prima ancora che ai loro elettori. Anche del dissesto ne parlerà la storia della città, come ne parleranno gli atti della Commissione di liquidazione quando saranno ultimati e chiariranno tutti i dati, massa passiva, massa attiva e quant’altro verificato. Di certo sappiamo che tre anni fai i viaggi a Roma della nuova amministrazione nei vari ministeri, ben accompagnati da ‘mirabili’ politici, non erano finalizzati a trovare soluzioni ma ad affossare il nostro lavoro e il nostro Comune”.

“Facile dire che non vi era nulla da fare e che i commissari avevano relazionato – aggiunge il consigliere del Pd – la vicenda dissesto nel merito resta molto più complessa. Se fosse la soluzione dei problemi, infatti, oggi sarebbe la scelta di tanti Comuni e certo lo sarebbe stata anche a Potenza già nel 2004 quando il sottoscritto si insediò con la tesoreria pignorata; noi però scegliemmo altro per il bene della città e in dieci anni abbiamo pagato 35 mln di euro di debiti fuori bilancio e ci siamo fatti carico di una rata mutuo da 12 mln di euro all’anno per rimuovere vecchi debiti derivanti in gran parte dal vecchio dissesto. Il tutto senza sbraitare, senza ergerci a paladini di nulla, senza insultare chi ci aveva preceduti e, soprattutto, senza rinunciare a dare opere e servizi. Oggi il Comune ha avuto ben 32 mln di euro dalla Regione (un bel premio per il dissesto come nessun Comune in Italia ha mai avuto) oltre ad altri 15mln di euro per altre cose e l’assurdo è che ancora si parla di soldi che mancano ed il dissesto è diventato il mantra che si ripete per giustificare la carenza di servizi e opere essenziali che clamorosamente si sta registrando con grave danno per il tessuto socio-economico cittadino”.

“Va aggiunto – continua – che sono passati mesi da quando la Regione avrebbe dovuto ricevere il programma per l’utilizzo dei fondi Ue; nulla è arrivato, ma soprattutto di nulla si discute, in amministrazione e in città; quella ‘mala gestione’, invece,  definì la strategia ‘Potenza2020’ e l’utilizzo dei Fondi europei con un pool di 20 esperti e tecnici e lo discusse con decine di incontri in città, dai comitati di quartiere agli ordini professionali, alla Università, ecc. Non parlo di altro. Evito in particolare di parlare dell’Acta, del suo modello di gestione, di ombre inaccettabili in un contesto dove fortissimi sono gli interessi in campo; come evito di parlare di trasporti, delle illegittimità ormai palesi e degli equivoci della gara, già evidenziati e sanzionati duramente dall’Anticorruzione, che si aggiungono allo stato pessimo del servizio”.

“Non ho mai inteso sfuggire e non sfuggo alle mie responsabilità; vi è un vicenda, quella dei trasporti – conclude Santarsiero – che mi auguro e credo di poter chiarire fino in fondo alla Corte dei Conti dal momento che, nelle legittime prerogative del ruolo che rivestivo, so di aver fatto scelte  politiche sempre finalizzate a garantire il meglio per la città e per i cittadini. Per questo, benché io non sappia come andrà a finire, sono assolutamente tranquillo e certo del fatto che, in una situazione molto complessa di norme da rispettare e  di esigenze da soddisfare, siamo andati avanti con decisione a garantire servizi alla città che, a causa della sua conformazione e della distribuzione dei suoi abitanti, è la più complessa d’Italia per il trasporto pubblico locale. E se pure il giudizio della Corte dei Conti dovesse esserci sfavorevole, come molti qualunquisticamente si aspettano, neanche giustificherà la oltraggiosa definizione di ‘ mala gestione’. E questo sia chiaro: non consentiremo a nessuno di uscire dal campo delle responsabilità e della verità”.

L.C. Redazione Consiglio Informa