ENZO SARLI scrive a MARCELLO PITTELLA la nostra città, così come è ridotta e così come è gestita, non ha futuro!

SITUAZIONE AL COMUNE DI POTENZA: SARLI (PD) SCRIVE a Marcello PITTELLA

“Illustre Presidente, pur volendo prendere con beneficio d’inventario gli articoli di stampa, mi sembra inequivoco come, prendendo posizione sulla questione Giunta Comune Potenza, abbia, di fatto, inteso snaturare, svilire, sminuire una decisione assunta da organi costituiti del partito (direzione, segreteria, gruppo consiliare) e soprattutto abbia indirettamente offuscato, più di quanto, anche per mia impreparazione, già non fosse, il mio ruolo e la mia persona”.

Lo dichiara Enzo Sarli, segretario Pd di Potenza, in una lettera indirizzata al presidente della Regione Marcello Pittella.

“Mi è costato molto all’inizio del mio mandato di segretario cittadino,eletto all’unanimità, adeguarmi ad un orientamento di appoggio ad un Sindaco di centro-destra, ma, per disciplina di partito, l’ho fatto e ci ho anche creduto.

Quando ero lì lì per siglare un accordo onorevole con il Sindaco, fui convocato da Lei d’urgenza (dopo le rimostranze dell’area Santarsiero) per rinviare la Direzione cittadina (che di tale accordo sarebbe stata la necessaria premessa) dall’esito apparentemente scontato e fui….inviato…quasi allo sbaraglio, ad un incontro con il vice segretario Guerini. Lo trovai incredulo del perchè avessi speso addirittura un viaggio a Roma, laddove il problema poteva essere risolto localmente.

Di lì a poco, dopo un’ennesima riunione farsa della direzione, che, come al solito, avevo preparato con fatica e nei minimi dettagli (ne avrò convocate più di 10 solo nel primo anno), ma che terminò con un “nulla di fatto”, il Sindaco varò ugualmente la Giunta ed io, forse io solo, fui tenuto all’oscuro dell’operazione. Benchè avvilito, per la figuraccia, l’ennesima guadagnata per l’assenza di relazioni umane tra i vertici del partito e i militanti (io mi annovero tra questi), espressi plauso al Sindaco, assumendomi la responsabilità di quanto avevo auspicato, ma di cui non mi potevo assumere, come sarebbe stato giusto che fosse in un vero partito, la paternità. Mi difesi anche dagli attacchi un pò forti di alcuni consiglieri. Non me ne guardai più di tanto, non perchè mi sentissi superiore, ma perchè la mia umiltà mi ha fatto sempre credere di non conoscere a fondo i meccanismi della politica. In realtà ho capito che solo in parte, ed in minima parte, è così!

Passa un mese e mi aspetta un altro schiaffo: questa volta il rilascio di deleghe a due assessore, senza neppure preventivo mio interpello. Lei sa, Presidente, che il Sindaco non avrebbe fatto questa “fuga in avanti” senza autorizzazione, ma nessuno ritenne, al netto degli interessati, di rendermi partecipe.

Prima di arrivare all’attualità, mi preme sottolineare, e non era affatto scontato, come, per rispetto del partito ,oltre che per convinzione personale : a) abbia sempre appoggiato la linea del Segretario Nazionale Renzi (che ha la mia stima); b) sia riuscito a ricomporre le aree del partito, compresi gli attuali scissionisti, mettendole attorno ad un tavolo ed esprimendo un documento programmatico, reso noto e condiviso dal Sindaco.

Non mancava che una ripartenza, tutti insieme, con il Sindaco che aveva, alla presenza mia e di Iudicello, sinanche dichiarato in modo almeno ufficioso di avere l’appoggio del PD e di essere pronto a rivedere l’organigramma dell’esecutivo. Ma subito un nuovo blocco, silente, ma chiaro.

Cambio di capo gruppo, nuova interessante interlocuzione, promessa di un tavolo programmatico…poi alla richiesta di un azzeramento di giunta e di una riduzione di assessori, senza ingresso del PD, silenzio del Sindaco…e quindi degli assessori invitati a fare un passo indietro. L’avrà fatto sua sponte?…mah

Di ieri la Sua intervista pubblicata sulla Gazzetta…

Due considerazioni finali: nel bene e nel male, il segretario cittadino costituisce l’unico organo del partito esistente nel capoluogo, con gli annessi coordinamento , segreteria e presidente d’assemblea,con fatica, ma regolarmente nominati.

Lei ha, com’è Suo diritto, dei Consiglieri comunali di riferimento, ma il dubbio è: da massima Autorità regionale del Partito, perchè non induce detti consiglieri ad iscriversi al PD e ad entrare a far parte del Gruppo del PD al Consiglio comunale? In tal modo la Sua voce sarebbe Verbo anche per il Gruppo PD o meglio avrebbe tutte le ragioni per essere attentamente valutata.

Quanto alla posizione assunta dal Gruppo PD, vi è una ragione di fondo che la giustifica: la nostra città, così come è ridotta e così come è gestita, non ha futuro!”.