Oggi i funerali del lucano Michele Langellotti “RE DELLA PELLE” morto dopo 8 giorni di sofferenze.

Tragedia sul lavoro: muore imprenditore di origini lucane dopo 8 giorni di agonia

Michele Langellotti residente a Montelupo era stato travolto da un macchinario nella sua azienda in Romania. Aveva 61 anni. Nel suo “impero” di borse e pellicce anche l’outlet di Fibbiana e una conceria a Ponte a Egola.

Il funerale oggi venerdì 16 giugno 2017 a Ponzano

di Francesco Turchi (il Tirreno Edizione Empoli)

MONTELUPO. È rimasto schiacciato sotto a un macchinario di una tonnellata, mentre stava lavorando all’interno della sua azienda, in Romania. Ha lottato per otto giorni, ma le gravissime lesioni riportate non gli hanno lasciato scampo. Michele Langellotti, sessantuno anni, imprenditore del settore della moda, è morto martedì all’ospedale di Careggi, dove era arrivato poche prima, quando la sua vita era ormai appesa a un filo, nonostante il disperato intervento chirurgico al quale era stato sottoposto in Romania subito dopo l’incidente, avvenuto il 5 giugno scorso. E dopo il quale non si era più ripreso.

Nelle ore successive al drammatico incidente, una delle sue figlie, Barbara, aveva anche lanciato un appello attraverso i social network: «Il mio babbo ha bisogno di sangue. Vi prego, aiutatemi. Andate a donare».

Un invito raccolto da decine di persone, che si erano recate al centro trasfusionale di Piatra Neamt, la città a vocazione industriale nel nord-est della Romania, a 350 chilometri dalla capitale Bucarest e a oltre 1. 700 da Montelupo Fiorentino, dove Michele aveva aperto una fabbrica nel 1993, dove si producono pellicce di coniglio, volpe e lutreola, vendute in tutto il mondo.

Un’azienda (portata avanti insieme alla socia Tania) con un centinaio di dipendenti, che è il fiore all’occhiello dell’impero costruito negli anni da Michele, che aveva iniziato la sua avventura imprenditoriale proprio a Montelupo, con un’azienda specializzata nella produzione di pellicceria, puntando poi in seguito sulla borsetteria, a partire dalla conciatura del pellame nello stabilimento di famiglia, a Ponte a Egola.

Ieri tutte le attività legate a Langellotti, che era nato a Tricarico (Matera) sono rimaste chiuse in segno di lutto, compreso il “Montelupo outlet” sulla Tosco Romagnola Sud a Fibbiana, gestito dalla moglie Luana Caponi.

Che trova la forza, in un momento così doloroso, di ricordare Michele come «”il re della pelle”, un uomo che si è sacrificato per tutta la vita per il lavoro, che ha sempre aiutato gli altri ed è stato un padre straordinario per i suoi tre figli, Marco, Simone e Barbara». Insieme a lei, e a tutti coloro che avevano saputo del gravissimo incidente sul lavoro, hanno sperato fino all’ultimo – pur con la consapevolezza che le speranze erano minimo – nel miracolo. Che purtroppo non c’è stato. Langellotti era stato riportato in Italia nella tarda serata di lunedì, con un aereo privato atterrato a Peretola.

Da lì il trasferimento al Cto di Careggi, dove era arrivato in condizioni disperate. E dove ogni tentativo dei medici di strapparlo alla morte, è stato inutile.

«Era un grande uomo – racconta l’amico Nicola Ciafardini – e un grandissimo lavoratore, che ha sempre dato tutto per la sua famiglia e per le sue aziende».

Ma quel tragico incidente (con la polizia locale che dopo essere intervenuta subito dopo l’incidente, ora sta effettuando gli accertamenti per chiarire le cause) ha spezzato tutti i progetti dell’imprenditore montelupino, che negli ultimi tempi aveva deciso di investire anche in altri settori.

«Non si stancava mai. Proprio in questi giorni – racconta ancora Nicola – dovevano partire i lavori per realizzare un ristorante sopra l’outlet di Fibbiana. Per me era un fratello, eravamo molto legati, ci sentivamo anche venti volte al giorno… Non riesco ancora a crederci. È una tragedia enorme».

Michele Langellotti è morto al Cto di Careggi martedì 13 giugno in seguito alle lesioni causate riportate in un incidente sul lavoro.

Era molto conosciuto a Montelupo Fiorentino, base storica delle sue aziende, ma anche nel Valdarno, dove ha sede la conceria e a Empoli, dove aveva vissuto.

E proprio per questo la famiglia ha deciso di far celebrare il funerale nella chiesa di Ponzano, domani mattina alle ore 10, quando i familiari, i tanti amici e i dipendenti si stringeranno attorno alla moglie Luana e ai tre figli per l’ultimo saluto all’imprenditore. La famiglia ha chiesto di non portare fiori, ma di contribuire a una raccolta fondi che sarà promossa in queste ore, con il ricavato che sarà devoluto in beneficenza.