Vilipendio alla bandiera ?

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“Vilipendio alla bandiera”, l’assurdo esposto contro il vestito tricolore di Mirandola

Una studentessa quindicenne di origini senegalesi, avvolta in un vestito tricolore stringe la mano al Presidente Mattarella durante la sua visita a Mirandola lo scorso 29 maggio.

Una bella immagine, un simbolo forte. Non per tutti però.

 

Infatti sin da subito i social network si sono riempiti di commenti beceri e razzisti che contestavano la scelta di far vestire il tricolore una ragazza di colore, con i soliti “Ma italiane non ce n’erano?” o “Le italiane sono bianche”.

Commenti che sicuramente qualificano chi li ha scritti, e che non meritano risposta.

Anche il post in cui il deputato del Pd Davide Baruffi ha pubblicato la foto della ragazza ha ricevuto parecchi commenti negativi, con l’onorevole modenese che ha voluto precisare che la ragazza è una studentessa di Mirandola.

Ma in questo caso si è andati oltre, perché lunedì 5 giugno, una settimana dopo i fatti, un cittadino toscano, si è recato presso la caserma dei carabinieri del suo paese, Buggiano (PT), e ha presentato un esposto per vilipendio alla bandiera, dopo aver appreso dei fatti attraverso un articolo della Gazzetta di Modena.

Il cittadino, attivista locale e membro dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci, ha infatti sostenuto la denuncia contro ignoti ritenendo che l’abito indossato dalla studentessa abbia violato le disposizioni di legge sull’esposizione del Tricolore. Denuncia del tutto assurda visto che non c’è nessuna normativa sull’utilizzo del tricolore. L’attivista però contesta il fatto che la bandiera sia stata utilizzata come drappeggio, e il fatto che abbia toccato il suolo, attraverso lo strascico del vestito, ma l’esposto non è supportato da nessuna normativa.

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