“L’energia spiegata. Festival dell’Energia”, in corso a Milano, Avv. Mario Polese: puntare su risorse rinnovabili

Con Claudio Velardi , Enrico Letta, Paolo Mieli, più di 1.000 relatori, 90.000 presenze e oltre mezzo milione di contatti in rete totalizzati nelle precedenti edizioni…questi i numeri del Festival dell’Energia in cui oggi sono intervenuto a Milano.

Nel Working Group “Imprese e territorio” mi sono confrontato con le istituzioni di altre regioni, imprese nazionali ed internazionali, giornalisti. Una grande esperienza ma anche l’ennesima occasione per sottolineare che la Basilicata è pronta a confrontarsi…ma non si piega!


L’imperativo è gestire la transizione energetica senza compromessi sull’ambiente e sulla salute, immaginando già da oggi un nuovo modello di sviluppo per il post-petrolio?, che abbia alla base un rapporto di “condivisione” tra tutti gli attori, pubblici e privati.


Ce la faremo anche questa volta. #festivalenergia

Energia, Polese: puntare su risorse rinnovabili

Il consigliere del Pd lo ha affermato partecipando, in qualità di relatore, al Working group “Imprese e territorio” rientrante nel programma della manifestazione “L’energia spiegata. Festival dell’Energia”, in corso a Milano

“La regione Basilicata, non sempre con la dovuta considerazione del sistema paese, si ritrova a dare un contributo tutt’altro che trascurabile al soddisfacimento del fabbisogno nazionale di energia”. Lo ha detto il consigliere regionale Mario Polese (Pd) partecipando, in qualità di relatore, al Working group “Imprese e territorio” rientrante nel programma della manifestazione “L’energia spiegata. Festival dell’Energia”, in corso a Milano, e che giunge quest’anno alla sua decima edizione. Il Festival, con il supporto di partnership di primissimo piano, ha quest’anno come obiettivo quello di declinare il tema dell’energia seguendo tre importanti filoni: geopolitica, sostenibilità e innovazione.

“Non tragga in inganno il dato statistico del 10% (che si appresta a diventare 15%) del fabbisogno nazionale attuale di petrolio e derivati – ha proseguito  -. Non dimentichiamo che l’Italia è un grande consumatore di prodotti petroliferi (nei primi 20 al mondo) ed il suo 15%, pari a circa 10 milioni di ton/anno, renderebbe autosufficienti paesi europei quali Grecia, Svezia, Portogallo, Romania, Danimarca. Da sempre – continua Polese – per le estrazioni di idrocarburi in Basilicata abbiamo preteso il massimo livello di attenzione ambientale. Lo ha dimostrato il presidente Pittella con l’atto di chiusura del Cova di Viggiano. Le competenze esercitate dalle regioni in tal senso non sono poche e la Basilicata ha dato prova di non aver timore di avvalersene. Pur nella consapevolezza che mancate estrazioni significa meno royalties, ma salute e ambiente sono beni non negoziabili sempre e comunque. Questo non è ne scontato ne tantomeno la prassi a livello nazionale.”

“L’imperativo – ha sostenuto Polese – è gestire la transizione energetica salvaguardando l’ambiente e ponendo le basi per puntare proprio sulla risorse rinnovabili del territorio stesso. La Basilicata sta seguendo questa via in maniera decisa. Già oggi, in rapporto al proprio fabbisogno energetico, abbiamo un grado di autosufficienza doppio rispetto alla media nazionale (oltre l’80% dell’energia elettrica consumata in regione è prodotta da fonti rinnovabili contro il 40% della media nazionale). Sono ormai decine i comuni lucani che possono affermare di essere ‘carbon neutral” o addirittura ‘carbon negative’”.

“Insomma la regione Basilicata – ha affermato l’esponente del Pd – è quella che più contribuisce al fabbisogno di energia convenzionale oltre ad aver fatto i maggiori progressi verso l’autosufficienza energetica da fonti rinnovabili raggiungendo, di fatto, con ampio anticipo gli obiettivi di Parigi.”

“C’è il tema, – ha concluso Polese – per me molto significativo, e che riguarda le royalties e il loro utilizzo, tanto in capo alla Regione quanto ai Comuni, ove si è assistito ad eccessi di spesa peraltro non percepiti dai cittadini e non più tollerabili. Ora, cosa è accaduto negli ultimi dieci anni, come tenere insieme il giusto ristoro di chi subisce maggior disagio, cioè il territorio della Val d’Agri, con i principi di coesione territoriale che dovrebbero animare una regione piccola come la nostra? Che qualità della spesa c’è stata? Che cosa accadrà quando il petrolio finirà? Il petrolio così come l’acqua è una risorsa il cui utilizzo ha consentito la tenuta economica e quindi sociale della Basilicata negli ultimi 20 anni: sanità, università, vie blu, grandi attrattori. Spese correnti e non investimenti ma che soddisfano le esigenze minime di una popolazione e che non possiamo ipocritamente dimenticare. Ma quello che potrebbe essere una novità e un’idea forte per rendere il territorio attrattivo per i nuovi investimenti industriali è la previsione di fiscalità e servizi di vantaggio ad imprese che si impegnino ad investire nella Green economy o nella economia circolare. E su questo che dobbiamo discutere e trovare soluzioni progettuali efficaci”.

Domenico Leccese