3° RIGETTO DELLA RICHIESTA DI ARRESTO PER DANIEL CIOCAN.

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S. SALVATORE TELESINO, PER LA MORTE DELLA PICCOLA MARIA NUOVO RIGETTO DELLA RICHIESTA DI ARRESTO PER DANIEL CIOCAN. LA CRIMINOLOGA: ”E’ NORMALE”

San Salvatore Telesino.

Ricorderete tutti il caso della piccola Maria Ungureanu, la bambina ritrovata senza vita nella piscina di un resort di San Salvatore Tesino?

(Nella foto la nota criminologa Dott.ssa Ursula Franco)

SAN SALVATORE TELESINO: DOPO IL GIP FLAVIO CUSANI ANCHE IL TRIBUNALE DEL RIESAME DI NAPOLI HA RIGETTATO LE RICHIESTE DI ARRESTO DI DANIEL E CRISTINA CIOCAN INDAGATI PER L’OMICIDIO DI MARIA UNGUREANU.

LA CRIMINOLOGA: ”CE LO ASPETTAVAMO, ERAVAMO TUTTI SERENI, LE CARTE PARLANO CHIARO”

San Salvatore Telesino. La criminologa Ursula Franco, consulente degli avvocati Salvatore Verrillo e Giuseppe Maturo, ci aveva visto giusto, per la terza volta le richieste di arresto di Daniel Ciocan e Cristina sono state rigettate; a luglio e a dicembre ci aveva pensato il GIP a smontare il castello accusatorio della Procura di Benevento, ora è stato il turno dei Giudici del Riesame di Napoli.

La criminologa Ursula Franco ci ha riferito che rilascerà dichiarazioni, anche per il @ROMA solo dopo aver letto l’Ordinanza.

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A talune toglierei il diritto di parola, anche in TV da #GOSSIProsa, oltre a mostrare la loro ignoranza offendono l’intelligenza di chi li ascolta! #sapevatelo2017 Vs #mimmoleccesefreelance

San Salvatore Telesino.  

“La gravità dei fatti, e la pena per la sorte della povera vittima, non giustificano peraltro scorciatoie, né una meno rigorosa valutazione della prova”: Si chiudono così le 38 pagine della decisione con la quale il Riesame ha respinto, “in quanto infondato”, l’appello della Procura contro il no del Gip all’arresto dei due fratelli rumeni indagati per la morte della piccola Maria.

Scrivono i giudici della decima sezione “E’ noto che a fondamento di un’ordinanza cautelare, non necessariamente debbano esservi delle “prove dirette”, ma anche solo un complesso di prove esclusivamente indirette, purchè queste possano essere significative al pari della prova rappresentativa, ed è altresì noto che ciò che qualifica l’indizio non è né la fonte né l’oggetto della prova ma il suo contenuto e il suo grado di persuasività”.

Secondo il Riesame, “nel caso di specie, tuttavia, l’accusa si fonda su un complesso di elementi nessuno dei quali di per sé interamente dimostrato, cosicchè la valutazione unitaria di tutti gli elementi non produce risultati indiziariamente interessanti, perchè ciascun elemento di cui il compendio si compone ha tali margini di incertezza (e tante e fondate possibilità alternative) che una ricostruzione dei fatti fondata su di essi risulterebbe azzardata, troppe essendo le coincidenze che dovrebbero essersi realizzate perchè i fatti si possano affermare realizzati proprio come ritiene l’accusa”. Soprattutto quando, come nel caso di specie, “la massima incertezza circonda perfino le modalità di svolgimento del fatto e la sua stessa natura di omicidio, non potendosi ragionevolmente escludere altre possibilità, perfino quella dell’evento accidentale. Risulta inoltre trascurata una importante pista investigativa, connessa a certi comportamenti dei genitori”.

San Salvatore Telesino – La morte di Maria, la bambina di dieci anni rinvenuta senza vita in una piscina San Salvatore Telesino, resta al momento un giallo senza soluzione. Il Tribunale del Riesame di Napoli infatti ha respinto il ricorso della Procura della Repubblica contro l’ordinanza del Gip del Tribunale di Benevento Flavio Cusani. Il Gip aveva anche lui respinto la richiesta di arresti nei confronti degli indagati Daniel Petru Ciocan di 21 anni e Maria Cristina Ciocan di 30 anni, per la morte di Maria, trovata priva di vita nella piscina di un resort di San Salvatore Telesino il 19 giugno 2016.
Il Tribunale del Riesame che ha respinto il ricorso della Procura era composto dai magistrati Nicola Quatrano, Maria Rosaria Orditura e Paola Lombardi. Il verdetto è giunto dopo due mesi dalla discussione davanti al Riesame, dove la tesi colpevolista dei due indagati era stata sostenuta dal sostituto procuratore Maria Scamarcio. Di segno opposto le argomentazioni dei difensori dei due indagati gli avvocati Giuseppe Maturo e Salvatore Verrillo.

Morte Maria Ungureanu, clamoroso: respinta per la terza volta la richiesta di arresto per Daniel Ciocan e la sorella.

Il Riesame dà ragione alla consulente della difesa, Ursula Franco, che ha sempre sostenuto l’assenza di prove contro i due indagati.

Morte Maria Ungureanu, clamoroso: ieri 9 giugno è stata respinta per la terza volta la richiesta di arresto per Daniel Ciocan, il 21enne rumeno indagato a piede libero per presunto stupro e omicidio, e la sorella 30enne Maria Cristina, sospettata di concorso in omicidio.

La piccola Maria fu ritrovata esanime e senza vestiti nella piscina di un resort a San Salvatore Telesino (Benevento) il 19 giugno di un anno fa. Per la procura si è trattato di omicidio, per i difensori dei Ciocan di un tragico incidente. Il Tribunale del Riesame di Napoli infatti ha pertanto rigettato il ricorso della Procura della Repubblica contro l’ordinanza del Gip del Tribunale di Benevento, che aveva anch’egli respinto la richiesta di arresto nei confronti degli indagati.

Ursula Franco, criminologa della difesa di Daniel e Maria Cristina Ciocan, ha rimarcato in un post su Facebook quanto sostenuto dal primo momento: “Manca la prova che si sia trattato di un omicidio, non ci sono elementi per affermare che sia stato Daniel a commettere la violenza. E, soprattutto, non sono state battute piste alternative. Ecco perché, in soldoni, il Riesame ha respinto l’appello del pm Maria Scamarcio e del Procuratore aggiunto Giovanni Conzo contro la decisione con la quale il gip Flavio Cusani, nel dicembre 2016” aveva detto no (avendolo fatto anche 6 mesi prima) all’arresto degli indagati per insussistenza dei gravi indizi. La Franco tra l’altro in merito gli abusi inflitti alla piccola vittima, ha evidenziato le ragioni del Riesame, il quale nella sua ordinanza di rigetto ha rimarcato che “risulta inoltre trascurata una importante pista investigativa, connessa a certi comportamenti dei genitori”.

Morte Maria Ungureanu: identificata la persona che abusò di lei, ecco i dettagli dell’indiscrezione
Questa è dunque la terza volta che viene rigettata la richiesta di arresto per i fratelli Ciocan: un punto a favore dei difensori degli indagati, Salvatore Verrillo e Giuseppe Maturo, dunque, che hanno sempre smantellato l’impianto accusatorio messo in piedi dalla Procura di Benevento. La decisione del Riesame è motivata dal fatto che “l’accusa si fonda su un complesso di elementi nessuno dei quali di per sé interamente dimostrato […] La gravità dei fatti e la pena per la sorte della povera vittima non giustificano peraltro scorciatoie, né una meno rigorosa valutazione della prova. Ne segue che l’appello del pm debba essere respinto”. Nessuna prova schiacciante contro Daniel e Maria Cristina Ciocan, dunque nessun elemento oggettivo a riprova della tesi dell’omicidio. Maria Ungureanu è davvero deceduta accidentalmente, come sostengono i difensori degli indagati? E chi, fino a qualche ora prima che morisse, abusò di lei?

 

Domenico Leccese

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