Giornata Internazionale del Bambino

Giornata Internazionale del Bambino

Il 1° giugno in molti Paesi del mondo si celebra la Giornata Internazionale del Bambino, istituita nel 1925, durante la “Conferenza Mondiale sul Benessere dei Bambini” di Ginevra (Svizzera), per puntare i riflettori sulle tante violenze che l’infanzia quotidianamente subisce.

Un’occasione per riflettere sulla condizione dei bambini, troppo spesso vittime di guerre, violenza, abusi, sfruttamento, discriminazione a causa del loro credo religioso, della loro appartenenza etnica o della loro disabilità. Ma anche per sollecitare il mondo adulto – famiglia, scuola, società e istituzioni – a un preciso impegno di tutela e per contribuire alla costruzione di una società più giusta, attenta, rispettosa della dignità e dei diritti dell’infanzia.

La personale riflessione di Anca A. Mihai (Giornalista Freelance per Radio Roma Link)

1 Iunie “Coincidenta face ca tocmai in Ajunul sarbatorii sa citesc o nemultumire a unei doamne cu pretentii de parenting despre cat de cocolositi sunt copiii in ziua de azi. Concluzia comentariului este ca, mai ales noi mamele de baieti, ii iubim prea mult si crestem niste neajutorati. Nu insist asupra elementelor pe care le are doamna ca sa prevada viitorul considerand ca in Romania, copiii nu mor de prea multa dragoste. Vreau numai sa spun ca m-am simtit vizata nu ca mama ci ca femeie care ar fi vrut ca problema cea mai mare a partenerului sa fie iubirea exagerata in copilarie. Dar, din pacate, pe adultii de azi, este amprenta unei lipse de empatii, a unor prejudecati care ii pun pe baietei la colt daca au emotii si le exprima. Crestem fetele in spiritul machismului si ne miram ca nu ies din relatiile toxice. Nu stiu voi, dar eu cand ma simt iubita si sustinuta mut muntii cu zambetul pe buze. In caz contrar, ii mut oricum dar strangand din dinti. De ce la copii ar fi altfel? Eros Ramazzotti, intr-un cantec (Ci parliamo da grandi) zice “toata dragostea pe care o primesti acum, intr-o zi o vei restitui”. De ce sunteti convinsi ca violenta poate naste iubire si din iubire se naste neputinta? Va rog, nu cititi cuvintele mele cu partinire pentru ca am baiat. M-am simtit onorata sa nasc si sa cresc un baietel cu toata iubirea de care are nevoie, sub orice forma si in orice context. Si va asigur ca atunci cand se simte iubit, atunci este mai sigur pe el si isi cauta drumul spre independenta.”

“Coincidenza fa che proprio alla vigilia della Festa del Fanciullo, leggo una lamentela di una signora con pretese di parenting, su quanto viziati siano i bambini oggigiorno.

Era arrivata alla conclusione che, soprattutto noi mamme di maschietti, li amiamo troppo e perciò crescono incapaci.

Non insisto sugli elementi che ha la signora per prevedere il futuro, visto che in Romania, i bambini non muoiono a causa del troppo amore che ricevono.

Voglio solo dire che mi sono sentita chiamata in causa non come madre, ma come donna che avrebbe voluto che il problema più grande del partner fosse stato un amore esagerato ricevuto nell’infanzia.

Ma, purtroppo, gli adulti di oggi, sono tracciati da una mancanza di empatia, dai pregiudizi che mettono i maschietti al muro se hanno emozioni e le esprimono.

Cresciamo le bambine nello spirito sbagliato del maschio potente e ci sorprendiamo che non escono dalle relazioni tossiche.

Non so voi, ma io quando mi sento amata e sostenuta riesco a spostare le montagne con il sorriso sulle labbra.

In caso contrario, sposto comunque le montagne ma a denti stretti.

Perché con i bambini dovrebbe essere diverso?

Eros Ramazzotti, in una canzone (Ci parliamo da grandi) dice “tutto l’amore che ricevi ora, un giorno lo ridai”

Perché siete convinti che dalla violenza possa nascere amore e dall’amore nasce impotenza?

Per favore, non leggete le mie parole nell’ottica che sono di parte perché ho un figlio maschio.

Mi sono sentita onorata far nascere e crescere un maschietto con tutto l’amore di cui ha bisogno, sotto qualsiasi forma e in qualsiasi contesto.

E vi assicuro, che quando si sente amato, allora è più sicuro di sé e cerca la sua strada per l’indipendenza.”

Domenico Leccese