Altri guai in vista per Rivelli: «Danni per un milione d’euro»

POTENZA. Un altro “guaio” si abbatte sulla testa di Giovanni Rivelli, ex capo ufficio stampa della Regione Basilicata, oggi in forza alla Gazzetta del Mezzogiorno, edizione di Basilicata. Dopo la Corte dei Conti, che lo ha portato a processo per una ipotesi di danno erariale pari a 688mila euro, questa volta è un’azienda privata che ha scelto di chiamarlo in giudizio, per una questione che in qualche modo si intreccia con il processo davanti alla Magistratura contabile (in foto l’articolo del Roma che riportò la notizia). Si tratta della società editrice della storica emittente lucana Radio Potenza Centrale. «Rivelli ha nei nostri confronti evidenti motivi di acredine – spiegano dalla Media, società editrice della radio –. La nostra emittente, infatti, fu una delle poche che non aderì all’iniziativa della Regione Basilicata per cui oggi Rivelli è a processo presso la Corte dei Conti. Chi gestiva all’epoca capì subito che in quel metodo c’era qualcosa che non andava. Il caso fece molto rumore, tant’è che poi il signor Frammartino decise di denunciare la cosa agli organi competenti. Esposto che ha poi portato al processo al quale Rivelli è oggi sottoposto». Cercando di capire di più dalla Media ci spiegano: «Rivelli, una volta finito il suo impegno in Regione (il suo incarico non è stato rinnovato con il cambio della Presidenza della Giunta, ndr) è tornato a scrivere alla Gazzetta del Mezzogiorno. Ci saremmo aspettati dalla testata pugliese che per evitare un evidente conflitto di’interessi, non gli si facesse scrivere di noi. Invece no, tutto il contrario. Sono ormai anni che Rivelli utilizza sistematicamente, a cadenza temporale e strumentalmente la testata contro di noi. Non perdendo occasione per togliersi “il sassolino dalla scarpa”. Ciò ha comportato (e comporta) continue disdette dei contratti pubblicitari che rappresentano per noi la fonte di reddito primario. Vessazioni che tolgono anche tranquillità tra il personale e i collaboratori. Ciclicamente, tra l’altro, si torna su fatti vecchi e che, molto spesso, nemmeno ci riguardano. L’ultimo episodio sabato. Quando è stato scritto un articolo intriso di inesattezze e mezze verità». E quale sarebbero queste mezze verità? Dalla Media non hanno dubbi: «Premesso che chi fa giornalismo sa bene che una denuncia per diffamazione è una “non notizia”. Rivelli ha approfittato della vicenda per costruirci una pagina con tanto di richiamo alto in prima pagina. Ma questo attiene alla linea editoriale che si può condividere o meno. Certo anche noi potremmo parlare di tutte le volte che un loro giornalista ha subito una querela per diffamazione, ma evitiamo. Questo non sarebbe giornalismo. Dovremmo fare un bollettino di guerra e non un Gr. La questione è un’altra. Rivelli ha riportato notizie false. Dando addirittura come nostra “voce ufficiale” una persona che ormai non ha più nulla a che fare con noi da oltre un anno». E allora vale la pena di capire se Radio Potenza Centrale ritiene anche questa una “ritorsione” per il caso del danno erariale che la Corte dei Conti contesta a Giovanni Rivelli: «Certamente sì. Anche perché questa volta c’è anche la coincidenza temporale. Pochi giorni fa avevamo dato notizia nei nostri Gr dell’udienza di rinvio a ottobre. A condurre il Giornale Radio, Maria Fedota. E guarda caso il pezzo, infarcito di inesattezze, che Rivelli dopo qualche giorno scrive, chi aveva come protagonisti “attenzionati”? Tra gli altri, proprio Maria Fedota e Radio Potenza Centrale». Dunque la società ha scelto di correre ai ripari: «Abbiamo dato mandato al nostro legale di denunciare penalmente i fatti e di effettuare una richiesta di risarcimento per tutti i danni sin qui patiti e patendi. Anche nei confronti di quei mezzi, privati e pubblici, che amplificano la diffamazione riprendendo le notizie di Rivelli. Domani (oggi per chi legge, ndr) faremo una prima quantificazione che comunque prudenzialmente crediamo si aggiri intorno al milione di euro. Siamo fiduciosi nella Giustizia e riteniamo che anche questa volta essa riporterà le cose a verità. Nel contempo ci auguriamo che, fosse non altro per motivi di opportunità, dalla testata di Bari vogliano evitare che Rivelli continui a scrivere di noi». Una storia che è destinata a non finire qua. Oltre la società editrice di Radio Potenza Centrale pare infatti che anche le persone fisiche coinvolte in questa storia abbiano intenzione di querelare.