L’INTERVENTO DI DE FILIPPO: «IL PD LUCANO È DI TUTTI»

Ci sono molte analisi, come sempre, sulle primarie del Pd in Basilicata. Ricostruzioni più o meno fedeli, retroscenisti esperti, interpreti di un pensiero autentico e dominante, rafforzamento di leadership ecc. Cosa ho visto in questa campagna delle primarie e cosa vedo oggi. Conosco bene, senza apparire presuntuoso, il radicamento del gruppo dirigente del Pd lucano, frequento con una certa assiduità circoli e segretari locali del pd, non mi sfuggono reti elettorali e relazioni più o meno stabili in termini di vecchie o di nuove alleanze politiche ed elettorali. La prima cosa che ho visto nella campagna delle primarie e che tutti i dirigenti del Pd hanno preso molto sul serio alcuni argomenti di prospettiva per il nostro Paese. L’indistinto ed incomprensibile programma del movimento 5S ed una farraginosa ed ancora semovente destra italiana inquietano molti elettori e dopo la sconfitta del referendum vissuta come una rottura di speranza e di prospettiva è evidente che una nuova occasione democratica, come le primarie, è stata vissuta con un grado di emotività e di passione che si registrava con evidenza, man mano che si sviluppava il dibattito, nelle sale e nelle riunioni. Renzi per molti era questo. Il livello di partecipazione era crescente e non determinato solo da una meccanica e forzata capacità di mera mobilitazione dell’apparato. Non ci sono dubbi che le candidature di Emiliano e di Orlando, contro la mozione Renzi che ho sostenuto, ovunque sono state una positiva occasione, qui in Basilicata per chiare, o a volte non manifestate pubblicamente, adesioni a questi due candidati, la vicenda congressuale era prevedibile che si sarebbe arricchita di nuovi protagonismi. Il congresso è apparso immediatamente non rituale. Emiliano frequenta la Basilicata da tempo e ha usato un argomento-sfondamento a ripetizione, quello dei petrolieri per capirci, una delle ragioni che per me lo hanno reso ancora più ostile per il grado di approssimazione che ha usato su materie delicatissime che, purtroppo, trovano sciamani a turno nella storia della Basilicata con una cinica capacità di rappresentare queste complessità. Ma questa sarà oggetto di altre discussioni. Per me i numeri della partecipazione tornano anche perché nessuno dei sostenitori della mozione Renzi si è voluto, dopo la contorta fase di presentazione della lista, oscurare in un deteriore localismo declinato dall’amletico Pittella si Pittella no! Mi consentirà il presidente della Regione le questioni erano e sono veramente ben altre! Il Pd poteva essere rilanciato dopo mesi di discussioni proprio con il bagno più rigenerante che era quello elettorale! E così è stato. Leggo nel dettaglio che cosa significa la grande partecipazione di Nova Siri, Venosa, Marsico Vetere, Senise, Francavilla, Sant’Arcangelo o Lauria ed Avigliano non mi sfugge nel dettaglio lo scontro forte e democratico di Lavello o di Moliterno di San Fele o di Melfi, potrei discettare minuziosamente su Gallicchio, Corleto, Missanello, Teana, Terranova, Chiaromonte, Maschito o Atella vedo senza usare il microscopio quello che è stato fatto a Viggiano, Paterno, Grumento, non ho nessun dubbio su quello che è successo a Lagonegro o a Stigliano o a Bernalda ecc.. Trovo con grande chiarezza forte il lavoro fatto su Potenza e Matera! Bene io vedo chiaramente chi sono i dirigenti che si sono mossi, quali motivazioni, quali rapporti ci sono, insomma un grande lavoro collettivo senza dubbi e chi dice diversamente dice, strumentalmente, o per altre ragioni il falso! Quindi si deve vedere una potenzialità in questo voto che sarebbe molto utile per il futuro! Non ci sono gregari o capi ma una grande prova elettorale che si è espressa nonostante la falsa e disordinata partenza! Trovo ridicolo un altro racconto perché molti si sono recati al voto esattamente con quelle motivazioni! Siamo abituati a pensare agli agguati a non dare patenti di forza a questo o quello per ragioni di tattica miope! Invece le cose si sono alzate di livello e dopo le prime perplessità il buon dirigente di San Paolo Albanese o di Maratea si è rimboccato le maniche ed ha fatto belle queste primarie! Chi vivrà vedrà! Ho parlato in queste ore con tanti iscritti o segretari del Pd anche infastiditi di certe ricostruzioni. Molti hanno votato Renzi nonostante De Filippo o Pittella! Niente di più e niente di meno. Oggi vedo, infine, una nuova grande stagione congressuale che può dare alla comunità democratica della Basilicata un nuovo grande inizio! Tocca a tutti noi non sciupare questa prospettiva!

Vito De Filippo, Sottosegretario all’Istruzione