CHIUSO IL CENTRO OLIO (COVA) DI VIGGIANO

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Marcello Pittella

«Chiusura immediata del Centro Olio Eni». Lo ha annunciato ieri il presidente della Regione Basilicata Marcello Pittella. La decisione arriva attraverso una Giunta regionale straordinaria convocata per le criticità ambientali che l’impianto di raffinazione di Viggiano sta causando in Val d’Agri. «A fronte di inadempienze e ritardi da parte di Eni rispetto alle prescrizioni regionali», ha dichiarato il presidente, «la Giunta regionale della Basilicata ha deliberato la sospensione di tutte le attività del Centro Olio Val d’Agri (Cova) dell’Eni di Viggiano (Potenza)» dove ogni giorno vengono lavorate decine di migliaia di barili di petrolio. Dalla Regione fanno sapere che  la decisione straordinaria «è stata successivamente comunicata dal presidente della Regione, Marcello Pittella (Pd) ai Ministri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico, Gianluca Galletti e Carlo Calenda». La Regione in questi giorni aveva effettuato con l’Arpab dei rilievi che hanno evidenziato la migrazione della contaminazione, causata dallo sversamento dei serbatoi del Cova di Viggiano, e a fronte di inadempienze e ritardi da parte di Eni rispetto alle prescrizioni regionali. Il presidente della Regione, Marcello Pittella e l’Assessore all’Ambiente, Francesco Pietrantuono, unitamente al direttore di Arpab, Edmondo Iannicelli, e alla struttura regionale hanno incontrato, nel pomeriggio di ieri, prima di addivenire alla drastica decisione, il vice prefetto vicario di Potenza Maria Rita Cocciufa, accompagnata dalla dott.ssa Fulvia Zinno, con l’obiettivo di evidenziare al rappresentante territoriale del Governo nazionale la criticità della situazione. All’incontro erano presenti anche il presidente della Provincia Nicola Valluzzi, i sindaci di Viggiano e Grumento Nova, Amedeo Cicala e Antonio Imperatrice, e i rappresentati di Vigili del Fuoco e Consorzio industriale di Potenza. Nel corso della riunione, la Regione ha nuovamente diffidato Eni alla tempestiva ottemperanza delle prescrizioni (contenute nelle misure di emergenza) più volte intimate dal massimo Ente locale e volte a fermare l’avanzamento della contaminazione, proseguendo contestualmente con urgenza con le attività di caratterizzazione per una puntuale bonifica dell’area.  Conseguenza della riunione, una volta accertate ulteriormente il mancato rispetto delle diffide inoltrate a Eni e il rischio ambientale, è stata quella di convocare la Giunta straordinaria che ha sancito la chiusura delle attività al Centro olio.

LE REAZIONI

Tra i primi ad appoggiare la scelta della Giunta, il presidente del Consiglio regionale, Franco Mollica, che si è precipitato a far sapere sui sociale che: «Condivido quello che Pittella e la giunta hanno fatto». L’assessore regionale all’ambiente Francesco Pietrantuono, intorno alle 14 di ieri, appresa dall’Arpab la notizia circa importanti avanzamenti della contaminazione in Val d’Agri, ha avuto un leggero incidente, tamponando un’auto a causa dello shock subito, come da lui stesso dichiarato. L’assessore ha voluto subito ringraziare l’Arpab: «Uomini e donne, padri e madri di famiglia che stanno lavorando sodo, con integrità e dedizione».

Soddisfazione è stata espressa da più parti per la decisione della Regione. Il segretario dei Radicali lucani, Maurizio Bolognetti, ha dichiarato: «Chapeau al Presidente Pittella e alla Giunta regionale di Basilicata. La decisione di sospendere le attività del Cova(Centro Olio Val d’Agri) conferma la fiducia che avevi riposti nell’azione e reazione messa in campo in questo frangente. Viva questo Presidente della Giunta regionale; viva la Basilicata e, mi sia consentito, viva l’azione che ho/abbiamo (Associazione Radicali Lucani) svolto in questi mesi, in questi anni, in queste ore». Ha concluso Bolognetti: «Nel dire grazie al Presidente Pittella e alla Giunta regionale, oggi voglio ricordare a me stesso che nonostante minacce, pressioni, fondine slacciate, silenzi omertosi, non ho/abbiamo mollato di un millimetro».

Più duro il commento del parlamentare lucano di Direzione Italia, Cosimo Latronico: «Grave ed allarmante la decisione della Giunta regionale lucana di sospendere le attività del centro oli di Viggiano. Da mesi inseguiamo il Governo nazionale perché si assuma le sue responsabilità di controllo delle matrici a partire dalla diga del Pertusillo, senza scaricare le incombenze sulla Regione. Oggi la Giunta regionale ammette che gli inquinamenti ci sono anche a carico degli affluenti del fiume Agri. Nei prossimi giorni chiameremo il governo nazionale alle proprie responsabilità e l’Eni a rispondere fino in fondo degli atti che ha compiuto a danno dei lucani».

Il sindaco della cittadina dove insiste il Cova, Amedeo Cicala, ha così commentato la scelta: «Purtroppo la situazione, sotto il profilo dell’inquinamento, invece di migliorare è peggiorata. Chiudere il centro olio è stata una scelta difficile ma inevitabile. Difficile perché creerà uno shock sociale ed economico, come già accaduto nella primavera scorsa. Inevitabile per quello che sta accadendo per responsabilità solo ed esclusivamente ascrivibili a Eni».

Decine gli altri commenti che giungono in queste ore in redazione, come quello soddisfatto del presidente del Parco dell’Appennino lucano, Mimmo Totaro che ha detto: «L’ambiente prima di tutto». Anche L’Idv ha commentato positivamente la notizia, ritenendo che : «Ora si apre una nuova fase di Eni in Basilicata».

In tanti hanno rivendicato la primogenitura dell’allarme lanciato e la richiesta di chiusura dell’impianto, dai cinquestelle fino all’ambientalista Giuseppe Di Bello che ha rimarcato come il suo movimento “Liberiamo la Basilicata” fu tra i primi a chiedere la chiusura del Cova. E che lui stesso ha subito un procedimento penale (risoltosi poi con l’assoluzione) per quello che aveva pubblicamente denunciato sull’inquinamento da petrolio.

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