«LE PAROLE DELL’ASSESSORE FALOTICO SONO DEPLOREVOLI»

Il consigliere regionale di Mdp Romaniello tuona sulle barriere architettoniche: «L’ennesima bella figura da parte del Comune di Potenza è stata ancora una volta fatta, purtroppo nei confronti di tutti quei cittadini, che non hanno la nostra stessa fortuna, ed è ancora più vergognoso che in una richiesta per l’utilizzo della Sala degli specchi, ubicata all’interno del Teatro Stabile, si debba mettere in evidenza che ad usufruire della sala ci sia una persona in carrozzina, soprattutto in considerazione del fatto che nella fase di ristrutturazione del Teatro non si è tenuto conto di apportare tutte le modifiche, strutturali, per permettere la fruizione normale anch ealle persone, con disabilità. Ed è ancora più deplorevole sentire dire dall’ Assessore Comunale competente (Falotico ndr), che l’errore è stato fatto nel dare l’autorizzazione della sala, e mettere in evidenza che la struttura è accessibile solo a metà, questa è esclusione sociale».
«E’ inconcepibile – aggiunge Romaniello – che nel 2017 in un capoluogo, persone con disabilità, non possano usufruire, in modo normale, di tutte le strutture ricettive pubbliche. Anche qui purtroppo gran parte della classe politica, che nel corso degli anni ha amministrato la nostra comunità, ha dimenticato di far crescere in modo armonico e fruibile a tutti la nostra città, credo che sia ben evidente in che stato versa tutto il contesto cittadino. E’ molto singolare, poi apprendere che nella giornata di ieri in Consiglio comunale è stata approvata all’unanimità la proposta di istituire un apposito Comitato consultivo per mettere a punto un regolamento, “rivolto a migliorare la qualità dell’ambiente urbano in termini di accessibilità e sicurezza”, e apprendere oltre all’episodio sopra citato che ad esempio l’ascensore per disabili presente all’interno delle scale mobili di Santa Lucia è stato trasformato in botteghino per il bigliettaio, questo la dice lunga sul modo di pensare e gestire quello che dovrebbe rientrare nella gestione ordinaria di una intera comunità, e non nello straordinario».