La Portavoce del Psi sotto attacco degli ultracattolici

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Maria Cristina Pisani

Maria Cristina Pisani è la Portavoce nazionale del Psi. E’ lucana e ha un pensiero laico riformista. Marco Fasulo, invece, è l’addetto stampa del Comune di Potenza ed è diacono e a quanto pare anche giornalista sul quotidiano ultracattolico “La Croce” di Mario Adinolfi e militante del movimento politico dello stesso Adinolfi “Il Popolo della Famiglia”. Due mondi distanti mille miglia. Tranne il fatto che alcune dichiarazioni rese dalla Portavoce (il cui ruolo politico evidentemente è quello di fare dichiarazioni e di rappresentare la voce del Psi nazionale) hanno fatto “infuriare” Marco Fasulo che per professione dovrebbe occuparsi della comunicazione istituzionale di un’amministrazione pubblica e quindi mantenere un profilo equidistante e “laico” anche e soprattutto nei riguardi delle questioni politiche e partitiche. Il fatto: la Pisani (in foto) nei giorni scorsi ha rilasciato dichiarazioni favorevoli nei confronti della Regione Lazio per un provvedimento a favore del diritto di aborto. Cosa che è diventata oggetto di un articolo di Fasulo su La Croce. Articolo che non è sfuggito alla portavoce del Psi che ha quindi diffuso una nota in cui si legge: «Leggo nell’edizione di oggi (ieri ndr) del giornale “La Croce”, un articolo che mi mette in primo piano a seguito delle mie dichiarazioni a sostegno dell’iniziativa intrapresa dal coraggioso Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, che richiama nelle battute finali la Basilicata. Un pezzo quello su “La Croce” ignobile, volgare, offensivo non per me, ma per il diritto alla libertà faticosamente conquistato dalle donne italiane, nel caso specifico, lucane. Confermo: spaventoso che vi sia pure chi, dia fiato alle trombe dell’oscurantismo maschilista, sessuofobo, intollerante e, mi si lasci dire, un po’ tanto ipocrita, che permea gli interventi di alcuni che, suonando la nota stonata della retorica antiabortista con, come in questo caso, un lessico offensivo, voltano le spalle ad una realtà che nasce dall’abuso che da anni viene perpetrato in nome di una garanzia all’obiezione prevista dalla 194. In diversi necessiterebbero di apprendere un concetto lineare e cioè che se l’obiezione si rispetta anche le scelte delle donne che decidono di abortire vanno rispettate. Per gli ignoranti dell’altrui libertà, che spesso si incontrano a sgranar rosari davanti agli ospedali, pochi, dove le donne che per libera scelta (e mi auguro sempre che lo sia) richiedono l’interruzione della gravidanza, il diritto delle cittadine italiane è un diritto alla salute e al trattamento sanitario dignitoso e sicuro, un diritto alla libertà di scelta. Al direttore del giornale, Mario Adinolfi, poi andrebbe spiegato che la 194 è legge e la legge va rispettata. Voler banalizzare, rimanere miopi alle ragioni che conducono una donna ad una scelta così estrema e sofferta, vuol dire non capire la natura umana nella sua interezza e complessità. La legge 194 è una legge di civiltà non una legge per la morte. L’applicazione dei contenuti di quella norma è prerogativa dello Stato; la possibilità di ricevere le giuste attenzioni e cure è un diritto della donna. Obiettare è un diritto, ma non può diventare un’interruzione di un servizio che deve essere garantito alle cittadine, è un principio essenziale da tenere presente. Non solo nel nostro Paese ben sette ginecologi su dieci si rifiutano di effettuare interventi di aborto volontario per motivi etici ma in Basilicata il dato è spaventoso, ben il 90.2% dei ginecologi fa obiezione di coscienza». La vicenda ovviamente ha subito avuto degli strascichi. In primis su Facebook dove la consigliera comunale del Pd di Potenza, Lucia Sileo ha preso le difese della Pisani a cui sono seguite una serie di attestati di stima e solidarietà alla Portavoce del Psi.

SALSAN

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