CINQUANTA SFUMATURE DI GREGGIO: PRESENTAZIONE LIBRO BOLOGNETTI

Domenica 11 dicembre, alle ore 16.30,  presso l’Aula Magna dell’Istituto comprensivo Benedetto Croce, l’associazione “Il Tassello” ha organizzato la presentazione del libro di Maurizio Bolognetti “Buchi per terra ovvero cinquanta sfumature di greggio”. È previsto l’intervento di Sergio Tanzarella, ordinario di storia della chiesa c/o la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, mentre a moderare e intervistare l’autore sarà Marialaura Garripoli, corrispondente di Cosmopolismedia in Basilicata. Come afferma l’autore nella premessa al suo libro-inchiesta: «Forse non sapremo mai con quali e quante sostanze le compagnie petrolifere hanno contaminato le matrici ambientali della terra di Basilicata, o forse riusciremo a conoscere tutta la verità solo quando andranno via dopo aver succhiato fino all’ultimo barile di greggio dal sottosuolo delle nostre valli. Da anni – prosegue Bolognetti – giochiamo a rimpiattino con i signori dell’oro nero, con chi continua a venderci specchietti e perline spacciandoli per tesori. Da anni rivendichiamo il diritto alla verità, inteso come diritto umano alla conoscenza, contro coloro che ci vorrebbero muti, ciechi e sordi. Qualche anno fa, nel corso di una puntata di Porta a Porta, l’ex ministro Romani, nel tentativo di sminuire l’impatto ambientale di trivellazioni che in Basilicata vengono svolte a ridosso di dighe, sorgenti, centri abitati, aree a rischio frana, aree a rischio sismico, parchi, zone agricole, aree Sic(Sito d’interesse comunitario) e Zps(zona di protezione speciale), ebbe a parlare di “buchi per terra”. In questo libro proverò a raccontare i costi ambientali connessi all’estrazione dell’oro nero e a descrivere un contesto. Proverò a farlo citando documenti ufficiali delle compagnie petrolifere, dell’Unmig, dell’Arpab e della stessa Regione Basilicata. Proverò a descrivere una realtà fin troppo nota a chi gratta per vedere cosa c’è sotto la superficie di immagini patinate. Il tutto – conclude il segretario regionale del Partito Radicale – nell’intento di svelare fatti ignoti ai più e confutare le tesi negazioniste di chi prova a convincerci che le cose vanno per il meglio e che inquina più la merda di vacca che un Centro Olio o attività di perforazione effettuate in zone ricche di una risorsa ben più preziosa dell’oro nero: l’acqua. Ci sono attività che andrebbero considerate improduttive a causa degli eccessivi costi ambientali e sociali non calcolati dal Pil». Il professor Sergio Tanzarella, nella post-fazione al libro di Bolognetti, ha tra l’altro scritto: «questo libro mi ha richiamato alla mente più volte la nostra Costituzione italiana, tradita e calpestata proprio da coloro che più di altri hanno mandato per attuarla» «Qui non si tratta di essere dei nostalgici – prosegue Tanzarella – ma di avere il coraggio di ricordare, di pensare, di andare controcorrente e in una parola di non accettare che il mercato regoli e imponga le sue leggi su tutta la vita. Il libro di Maurizio Bolognetti ha, tra gli altri meriti, la potenzialità di avviare proprio quella rivolta morale di cui scriveva Cederna.  Rivolta morale che restituisca ai lucani, e non solo a loro, la possibilità concreta che i diritti enunciati solennemente dalla Costituzione diventino, dopo quasi 70 anni,  realmente fruibili per tutti i cittadini e le cittadine d’Italia, anche se questo certo spiacerà ai nuovi padroni del vapore, del petrolio e dei partiti, cioè a tutti coloro che intendono la politica come affare e come dominio».  Alessio Falconio, direttore di Radio Radicale, ha scritto come commento al libro: «Bolognetti scrive solo di quel che sa. Parte dall’osservazione di ciò che lo circonda, per cercare di capire le ragioni del deterioramento ambientale. Quando Maurizio chiama per propormi un’inchiesta so che è sempre roba di prima mano. Quello che da soli avevamo denunciato grazie al suo lavoro è stato improvvisamente scoperto, perché le fonti giudiziarie comprovano quello che la fonte giornalistica Bolognetti-Radio Radicale aveva già ampiamente provato. E rimane sulla propria strada anche dopo, anche quando potrebbe adagiarsi sul classico “l’avevamo detto”, continua il suo lavoro solitario. Senza inseguire il canovaccio delle intercettazioni, senza appassionarsi alla guerra per bande che segna sempre la fase della discovery. Perché il problema resta capire cosa sia successo, quali controlli siano mancati, soprattutto cosa occorra fare perché non si ripetano più i fatti che hanno portato al disastro e come si possano curare i danni prodotti, a prescindere dalla verità giudiziaria dei fatti. Questo libro serve a questo». Maurizio Turco , Tesoriere del Partito Radicale, così commenta il libro:«Questo è il terzo libro in materia. E la materia all’origine anche di questo libro è scura, certo come il petrolio che da quei buchi in terra sgorga, scura anche come quel diritto alla conoscenza negato. Oggi le prime parziali verità, con molta difficoltà e tanta prudenza arrivano alle orecchie dei cittadini. Questo libro, che non è l’ultimo, ne sono certo, è un manuale di come si esercita la funzione di cittadino ed è la dimostrazione che chiunque può essere uomo di Governo. Anche da Latronico. Anche senza mezzi materiali ma con una caparbietà che è ben nota a noi, a molti tuoi concittadini, agli ascoltatori di radio radicale, ma sopratutto alle istituzioni lucane». Ferdinando Laghi, Vice Presidente Nazionale di Isde Italia (Medici per l’Ambiente), così scrive: «La Basilicata non è quello che sembra. Nell’immaginario collettivo, una regione bucolica e dove tutto fluisce con ritmi lenti e regolari, senza i tanti scandali, ruberie, corruzioni assortite di Pubblica Amministrazioni e Politica e senza l’oppressione della criminalità organizzata che caratterizza le tre regioni limitrofe -Calabria, Campania e Puglia. Certamente, le ultime vicende relative al Centro Oli di Viggiano e alle trivellazioni in genere, hanno scosso questa idea, dando della Basilicata un’immagine ben diversa: di una terra inquinata, attraversata da traffici oscuri, dove politica, pubblica amministrazione e criminalità hanno lavorato fianco a fianco. Le emergenze territoriali non si contano. In questo desolante panorama, che frantuma l’idilliaca immagine a cui facevo cenno all’inizio, i diritti dei cittadini avrebbero dovuto essere ben diversamente tutelati, da amministratori della cosa pubblica troppo spesso inaffidabili e infedeli. Infedeli alle ragioni dell’appartenenza alla propria terra, all’etica di servizio che dovrebbe connotare la politica e – di nuovo torna il pensiero alla Magistratura- alle leggi.     Fonte di conforto e speranza per il futuro è il lavoro che gruppi, Comitati, singoli individui svolgono sul territorio lucano, in opposizione alla situazione –ambientale e non solo- prima descritta. Mettendosi gratuitamente e semplicemente “contro”. In questo ambito certamente si colloca l’attività di Maurizio Bolognetti, persona assolutamente scomoda e ruvida, da buon radicale d’annata. Con l’aggravante, non da poco, di essere anche un (bravo) giornalista. E dato che l’indole quella è, per naturale conseguenza il suo giornalismo di inchiesta non poteva non essere – per fortuna- scomodo e ruvido, ma anche molesto, incessante, corrosivo, documentatissimo. Tanto da diventare pericoloso anche per sé, oltre che per tanti, diciamo, “protagonisti” dei suoi articoli. Questa sua inchiesta sul petrolio lucano è un lavoro prezioso per chiunque voglia farsi un’idea di cosa stia succedendo, all’interno di una vicenda tanto torbida quanto intricata, dove è semplicemente impossibile raccapezzarsi se non si viene accompagnati per mano da chi questo ennesimo scandalo della Lucania Felix ha denunciato e documentato fin dall’inizio. Nella speranza che questa fonte di imperdibili informazioni venga ascoltata e utilizzata fino in fondo anche da chi di dovere…».