CAMPAGNA: «IL SAN CARLO TORNI AD ESSERE ECCELLENZA SANITARIA»

«Il 18 ottobre scorso ho formalmente presentato, ai fini della sua iscrizione e discussione nel Consiglio comunale della Città capoluogo, un ordine del giorno tendente a impegnare l’Amministrazione comunale a farsi carico della esigenza, nell’ambito della riforma sanitaria in discussione a livello regionale, di salvaguardare e potenziare l’Azienda Ospedaliera San Carlo, per farne sempre più quel centro di eccellenza che la città capoluogo e la regione meritano. Sino a quel momento, – prosegue in una sua nota il capogruppo del Centro democratico Pietro Campgna – nessuno, a livello comunale, aveva avvertito la necessità di occuparsi di una tematica tanto importante per riaffermare, anche in ambito sanitario, il ruolo della Città, quale naturale centro erogatore di servizi di eccellenza all’intero territorio regionale (e non solo a questo), pur se nella inderogabile necessità di mettere comunque a valore la rete dell’offerta sanitaria esistente. Per fortuna, e senza per questo voler far valere puerili meriti o stupide primogeniture, è stato sufficiente quell’ordine del giorno per aprire finalmente il dibattito anche a livello di Consiglio comunale della Città capoluogo come era doveroso accadesse. Quell’ordine del giorno ha, infatti, svolto la funzione del classico sassolino nello stagno dell’indifferenza e dell’assuefazione a subire decisioni prese altrove, piuttosto che esserne parte attiva, come conviene ad una classe politica responsabile ed attenta. Naturalmente, era politicamente inaccettabile che la ‘battuta’ su un argomento così importante venisse lasciata a un Consigliere comunale che, benché lealmente e convintamente appartenente allo schieramento di centro sinistra, si trova oggi all’opposizione della Giunta De Luca, per le note vicende elettorali e per la rabberciata soluzione che alcune forze di centro sinistra e non, PD in testa, hanno inteso dare alla cosiddetta anatra zoppa. Ed è così che a quell’ordine del giorno ha fatto seguito a distanza di pochi giorni una mozione urgente del capogruppo del PD in Consiglio comunale, Gianpiero Iudicello, e, a seguire, un altro ordine del giorno del Consigliere Vincenzo Lofrano di Potenza Condivisa, che, per inciso, non aveva inteso sottoscrivere l’ordine del giorno presentato dal sottoscritto e già condiviso da altri Consiglieri comunali. E, come se non bastasse, si è finanche scatenata la polemica all’interno delle forze di maggioranza con un comunicato stampa con il quale i consiglieri comunali del gruppo dei Socialist & Democrats hanno inteso stigmatizzare l’operato del capogruppo del PD, reo secondo loro di voler contrastare una riforma che trova, ovviamente, condivisione da parte dei vertici regionali, e al quale ha fatto seguito anche la presentazione di una ulteriore mozione consiliare a loro firma. Ma va assolutamente bene così. Qui, ripeto, non si vogliono accampare puerili “diritti di primogenitura”, né tanto meno testimoniare posizioni o contrapposizioni politiche tra maggioranze ed opposizioni consiliari, né, ancora, esprimere frettolose valutazioni sulla validità o meno della proposta che la Giunta regionale ha messo in campo. L’intento, che dovrebbe muovere tutti nell’interesse della Città capoluogo e con essa della Regione Basilicata, era ed è quello di salvaguardare le legittime aspirazioni del San Carlo di affermarsi nel panorama meridionale come quel centro di eccellenza sanitaria, che in epoche passate ha degnamente rappresentato, pur nella consapevolezza di dovere, da una parte, contenere i costi anche della sanità lucana, per la verità già ampiamente sotto controllo, e, dall’altra, di dover comunque salvaguardare la rete sanitaria regionale per non lasciare sguarnito il territorio in una inconciliabile logica di supremazie territoriali o di puro stampo campanilistico. Bene ha fatto, quindi, la maggioranza consiliare, nel corso del Consiglio  comunale odierno a tentare di fare sintesi di tutte le mozioni presentate chiedendo che venga svolto un Consiglio comunale “ad hoc”, nel quale affrontare e discutere le questioni attinenti, per l’appunto, le prospettive di rilancio del San Carlo nell’ambito della proposta di riforma regionale. Ciò che, ovviamente, non posso fare a meno di stigmatizzare è ancora una volta l’atteggiamento tracotante della “composita” maggioranza consiliare che sostiene la Giunta De Luca per il mancato coinvolgimento di tutte le componenti consiliari su tematiche che non riguardano certamente questa o quella parte politica ma che vanno direttamente ad incidere sul ruolo e sul livello dei servizi che la Città Capoluogo è naturalmente chiamata a garantire all’intero territorio regionale e certamente non solo a questo. E’ evidente che simili atteggiamenti non potranno che determinare un naturale e conseguente irrigidimento in quelle ‘dinamiche consiliari’ che non hanno, peraltro, sin qui comprovato nemmeno quella presunta autosufficienza numerica che potrebbe psicologicamente incoraggiare (giammai giustificare) tale tracotanza» conclude Campagna.