IL PUNTO DI PETRULLO: LE DUE FACCE DI (SAN) MATTEO

petrulloFra le altre materie di competenza statale e come tali al di fuori di ogni potestà legislativa regionale, spiccano le seguenti:

  1. u) disposizioni generali e comuni sul governo del territorio; sistema nazionale e coordinamento della protezione civile;
  2. v) produzione, trasporto e distribuzione nazionali dell’energia;
  3. z) infrastrutture strategiche e grandi reti di trasporto e di navigazione d’interesse nazionale e relative norme di sicurezza; porti e aeroporti civili, di interesse nazionale e internazionale.

Ciononostante quella macchietta del Presidente del Consiglio, voluto da Napolitano, giammai votato, con un Parlamento eletto con una legge che non era una legge ma una porcheria, secondo il prudente apprezzamento della Corte Costituzionale -tutti in piedi- a domanda specifica ha risposto che la Basilicata deciderà come vorrà su estrazioni e quello che ci sta attorno. Ora, a prescindere dal fatto che rimanere nelle mani del governatore le cui leggi vengono coperte dallo Spirito Santo, non mi consola, ma, se possibile, mi spaventa ancora di più, rimane il fatto che Renzi in visita ai suoi amici a Potenza, ha raccontato una frottola più grande di quella che dissi io a mia madre, quando, coi baffi neri di cioccolato, affermai, serio e quasi offeso dalla bassa insinuazione, di non aver attinto al barattolo di Nutella. Un premier che dice bugie stratosferiche, provando cialtronescamente a prendere in giro una popolazione, meriterebbe ben altra sorte che girare l’Italia in difesa della riforma più brutta dell’universo terraqueo, ma a noi tocca anche questo. Renzi, comunque, non è venuto in visita ai lucani, ma ai suoi sostenitori, in un luogo privato ed evitando ogni contatto con la popolazione. Viene da chiedere se sia venuto appunto da premier o da segretario di partito, ma è una domanda inutile. Un Presidente che spende per il suo aereo più di quello che si risparmierebbe con la riforma del senato, è un megalomane scellerato e null’altro. Ma i suoi compagni di partito, pro quota, lo hanno osannato, ignari, anche loro, o colposamente consapevoli, delle sue bugie. Ma si è trattato di una folata di vento, un paio di ore ed è volato via, lasciando qualche ricordo sui cellulari dei suoi fans e soprattutto delle sue fans, che ora pubblicheranno il selfie, forse finanche orgogliose, oppure soltanto divertite, comunque con la sensazione di essere delle privilegiate, e ho detto tutto. La bugia macroscopica avrebbe meritato un calcio nel sedere o una espressione potentina di quelle che lasciano il segno, se pronunciate come la cadenza suggerisce, e cioè con una punta di sarcasmo e tanta passione, invece il servizio è finito lí. E forse è meglio, ci rimarrà nelle orecchie anche alla prossima trivella, che, non dimentichiamolo, fa sempre rima con Pittella. E ho ridetto tutto.