SANTARSIERO VS CIFARELLI PER IL QUINTO ASSESSORATO

La Regione Basilicata ha il suo nuovo Statuto e con esso si aprono nuovi scenari soprattutto in seno all’esecutivo. Gli assessori da quattro diventano cinque e il toto nomine è cosa fatta. Dato per scontato che l’attuale assetto resti lo stesso, rimane scoperto il futuro assessorato alle politiche per lo sviluppo. Un candidato potrebbe essere Vincenzo Robortella, presidente della commissione alle Attività produttive. L’unico neo è che su di lui pesa un rinvio a giudizio nell’ambito dell’inchiesta dei fondi europei che sarebbero stati erogati a una società facente capo proprio al consigliere regionale del Partito Democratico. La società posta sotto la lente della Commissione è l’Outsourcing, di proprietà di Robortella e che ha ricevuto finanziamenti europei legati ai lavori del Centro oli di Tempa Rossa della Total. La “contesa” per il quinto assessorato potrebbe risolversi tra due consiglieri del PD, Vito Santarsiero e Roberto Cifarelli. Oramai entrambi allineati con le posizioni del presidente della regione Basilicata, Pittella. Santarsiero parte tra i favoriti, ma intanto Cifarelli è molto attivo in Regione tant’è che già ha presenziato alle riunioni del Dipartimento rendendo chiaro a tutti quale sarà il suo futuro nella giunta Pittella. Certo potrebbe esserci la sorpresa di Aurelio Pace ma la nomina di Franco Mollica a presidente del Consiglio avrebbe tarpato le ali al consigliere, attualmente nel gruppo misto, che in occasione di un consiglio dai banchi dell’opposizione espresse una mozione di fiducia nei confronti del governatore lucano. Un caso anomalo. La “lotta” sembra essere tutta interna al PD e vede in pole Santarsiero e Cifarelli. Un testa a testa da prima fila nella “corsa” a ricoprire il vertice del nascituro assessorato. All’orizzonte non sembrano esserci spiragli per un rimpasto e l’unica posizione che appare sicura, a prova di qualsiasi ipotesi di “cambiamento”, è quella dell’assessore alle Politiche della persona, Flavia Franconi, che ricopre anche l’incarico di vice presidente e garantirebbe la presenza di una donna nell’esecutivo. Altro nome che circola con insistenza è quello di Mario Polese sempre del partito di Renzi e “figlioccio” politico di Marcello Pittella. Per lui i traguardi, però, sembrano altri. Naufragata, momentaneamente, la guida della segreteria regionale del partito per lui potrebbe prefigurarsi l’investitura a candidato sindaco sotto l’ala protettiva del centrosinistra (soprattutto PD)  per il Comune di Potenza. L’ipotesi è che si voti al più presto nella città capoluogo, prima della consultazione per il rinnovo del consiglio regionale. E adesso un po’ di fantascienza: Dario de Luca lascia il Comune in vista di un posto nell’assise di viale Verrastro permettendo le elezioni anticipate. Il tutto sotto consiglio-promessa di Pittella. Intanto, sul quadro pesa anche il risultato del referendum costituzionale. La vittoria del no potrebbe far tornare in auge l’ex presidente del consiglio Piero Lacorazza, che fa parte della minoranza del partito, il quale potrebbe andare a dirigere un assessorato anche se non ha mai mostrato interesse per un incarico del genere se non per incarichi istituzionali. Tutto passa per le mani del presidente della Regione che tra i suoi compiti ha la revoca degli assessori e la loro nomina che può avvenire sia all’interno che all’esterno del consiglio. Un esempio su tutti la precedente giunta composta tutta da tecnici.  Di quell’esperienza è rimasta la sola Franconi, andando a privilegiare la nomina di figure interne al territorio.

Luigi Pistone