I PROTAGONISTI DELLA VICENDA FIRME FALSE ALLE POLITICHE

Chi sono gli attori della vicenda delle firme false per la presentazione della Lista Monti alle scorse elezioni Politiche alla Camera? Ernesto Navazio era il candidato capolista, ma come l’unico eletto, il Senatore Tito Di Maggio, non risulterebbe indagato. A denunciare l’imbroglio è stata Gabriela Firneisz, collaboratrice del comitato raccolta firme. La donna, in sostanza, ha affermato di disconoscere la propria firma comparsa negli elenchi dei sottoscrittori della lista. Poi c’è Maria Teresa Merlino, la quale sarebbe stata una dei soggetti agevolati dalla raccolta delle firme false. Il suo nome, infatti, non compariva nell’elenco durante la prima reale raccolta. La Merlino è nota nell’ambiente politico. All’epoca dei fatti era addetto stampa del movimento politico Italia Futura, reduce dall’esperienza alle pari opportunità in seno al partito Futuro e Libertà. Recentemente è stata coordinatrice della comunicazione al Parco Nazionale Appennino Lucano-Val d’Agri-Lagonegrese. Secondo l’accusa l’istigatore alla falsificazione delle firme, sarebbe stato Rocco Smaldone, Presidente del Movimento all’epoca dei fatti di Italia Futura. Smaldone uomo molto vicino al senatore Tito Di Maggio, l’unico, tra l’altro, degli eletti nella lista Monti per l’Italia, ha seguito diverse campagne elettorali del senatore, come quella da candidato a Presidente della regione Basilicata sempre nel 2013. Ad autenticare le firme, però, sono stati alcuni consiglieri comunali di allora, come: Nicola Becce, ex consigliere comunale a Potenza di Forza Italia, Carlo Fermo, consigliere comunale a Tito della Lista Civica Cristiano Popolari, in carica attualmente, e Filomena Sassone ex consigliera comunale a Melfi con Io Amo Melfi, la lista espressione proprio del candidato alla Camera Navazio. Nomi noti, insomma, quelli che il 2 febbraio 2017 dovranno ripresentarsi davanti al Gip Verrastro che deciderà sul loro rinvio a giudizio