IL PUNTO DI PETRULLO: IL PD APRE A DE LUCA E IL PD CHIUDE A DE RUGGIERI, COERENTI SI NASCE

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petrulloDue notizie arrivate assieme ci fanno riscoprire il fascino della politica con la P maiuscola. Potenza: il PD apre a De Luca. Matera: il PD chiude a De Ruggieri. Sarà il caso di dire qualcosa sull’antefatto. De Luca è sindaco di Potenza eletto con liste di centrodestra, poi transitato sulla riva opposta, portandosi dietro due fidi assessori e accettando dal PD i nominativi degli altri assessori. IL PD è già in giunta, dove siede comodamente da tempo, ma una frangia del PD, i santarsierani, oggi ci dicono che, per il bene della città, sono disponibili a entrare ufficialmente come PD in giunta con un programma a termine. De Ruggieri è, invece, un sindaco eletto con liste di centro e centro destra, che si barcamena con maggioranze improbabili e allargate ma che sta sempre sul filo del rasoio. Il PD è lo stesso, quello lucano, senza segretario regionale -cosa che probabilmente significa qualcosa- l’origine politica dei due sindaci più o meno la stessa. La situazione idem. E allora perché da una parte si tende la mano e dall’altra no? Esistesse una logica politica staremmo qui a sentirla e a provare a convincerci. Ma una logica politica non esiste. Ce ne saranno, di logiche, ma di altro tipo, è evidente. Ci fosse un maestro d’orchestra, tipo segretario regionale, questi potrebbe gridare un definitivo e significativo e virulento “BASTA” agli schizofrenici comportamenti dello stesso partito nei due diversi centri lucani, facendo contemporaneamente tremare i piatti e i bicchieri in credenza. Fatto sta che, pare, De Ruggieri stia meditando le dimissioni, che, invece, De Luca neanche immagina, avendole confezionate e depositate già una volta e minacciate altre dieci. Più scaltro De Luca o più miseri gli esponenti del PD di Potenza? Forse a Potenza non c’è in prospettiva il gustoso piatto portato dalla nomina a capitale europea della cultura, ma solo gli avanzi di un dissesto che potrebbe in ipotesi anche ripetersi, visti i nuovi debiti che fanno capolino impertinenti. Sarà questo che modifica i comportamenti di uno stesso partito? Vorremmo poter rispondere ma ci mancano gli elementi di psicologia e psichiatria necessari per interpretare manifestazioni sì virulente di schizofrenia amministrativa. Allora assumiamo la postura dello spettatore, il sorriso beffardo di chi ne ha viste tante ma è sempre curioso di vederne altre, e, col telecomando in mano, sì da poter fare zapping sui canali che ci interessano, e cioè da un lato il fronte regionale coi suoi bilanci, riforme e sviluppi Basilicata vari e quello comunale con le due epopee dei sindaci in diretta dall’altro, e andiamo avanti con birra e pop-corn, come quando si va al cinema.

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