«TARIFFE LOCALI TROPPO PESANTI PER LE PMI DEL POTENTINO»

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I dati medi sull’inflazione tariffaria nascondono andamenti molto differenziati sul territorio nazionale da cui poi derivano situazioni non omogenee per il potere d’acquisto delle famiglie e per i costi e la competitività delle imprese. Forti discrepanze si riscontrano per il Servizio di raccolta e smaltimento rifiuti dove la sovrapposizione di più sistemi tariffari ha contribuito a determinare una forte sproporzione nelle condizioni economiche di famiglie e imprese. Ma anche se i dati dell’Ufficio Economico Confesercenti registrano ben 20 punti di distanza che separano il rincaro più consistente di questa tariffa dalla contrazione più significativa di Potenza (-9.5%), quello delle tariffe locali continua ad essere un peso opprimente per le piccole e medie imprese della provincia di Potenza. A sostenerlo è Confesercenti Potenza sottolineando che nel triennio 2014-2016 l’aggravio medio delle tariffe per famiglie e micro-piccole imprese è stato del 6,2% in più; con un picco del +18,4% per quanto riguarda la bolletta idrica, del 12% sui servizi sanitari locali e del 25,4% per le tariffe postali. Notevole anche l’aumento dei rifiuti solidi urbani (+8,7% dal 2014 ad oggi) e dei trasporti ferroviari regionali (+7%). «L’efficienza e la qualità dei servizi pubblici insieme al loro costo – commenta il presidente Prospero Cassino – delineano un contesto più o meno fertile per l’iniziativa economica e per favorire la nascita e la sopravvivenza delle imprese soprattutto di piccole dimensioni. Soprattutto sul fronte della raccolta rifiuti, il cui costo è sostenuto in larga parte proprio dalle imprese. Inoltre, l’aumento delle tariffe – spiega il presidente Confesercenti – sebbene più contenuto nel 2016 rispetto a quello degli anni precedenti, rimane preoccupante: nonostante l’inflazione si sia fermata e l’economia non dia eccessivi segni di vitalità, le tariffe continuano ad aumentare sottraendo risorse alle famiglie e, quindi, ai consumi. Particolarmente grave appare l’aumento dell’acqua, dei servizi sanitari e degli asili nidi: tutte spese incomprimibili e indifferibili». Secondo Cassino, per le imprese, invece, preoccupano soprattutto servizi idrici e smaltimento rifiuti: solo queste due voci possono costare ad un albergo fino a oltre 30mila euro l’anno. Ma non basta. Alla situazione tributi locali si aggiungono tutta una serie di elementi che rendono complicata persino la sopravvivenza di molte, troppe imprese, soprattutto piccolissime e piccole, spesso a conduzione familiare. «Mi riferisco al peso fiscale, ai costi di gestione, alla lentezza ed all’incidenza della burocrazia sui tempi e sui costi di un’impresa, alla difficoltà di accesso al credito che oggi, più che mai, rappresenta uno dei passaggi più critici per chi voglia fare impresa, per chi voglia crescere o, più ancora, per chi abbia bisogno di sostegno per rimettersi in piedi. Da troppo tempo, ormai, i rapporti sull’andamento della natalità e mortalità delle imprese assomigliano a bollettini di guerra. L’emorragia di imprese costrette a chiudere i battenti ha assunto livelli preoccupanti, soprattutto in considerazione del fatto che tra quelle che si arrendono ci sono spesso start up. Si tratta frequentemente del tentativo di giovani di entrare nel mondo del lavoro, prima di essere costretti ad emigrare in cerca di fortuna in altri Paesi. Oppure di ultracinquantenni, espulsi dal mondo del lavoro, che cercano di rientrarvi avviando attività autonome. A provarci sono i più coraggiosi, vista la giungla di difficoltà a cui vanno incontro. E a questi coraggiosi – conclude Cassino – ci rivolgiamo perché al di là delle affermazioni retoriche sull’evento del Capodanno Rai da Potenza “opportunità” si facciano promotori di iniziative dirette in grado di supportare gli sforzi di Regione e Comune facendo in modo che l’ opportunità di una ripresa sia reale».

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