«REFLUI IN VALBASENTO: FUGARE OGNI DUBBIO»

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Il segretario provinciale del Partito Democratico di Matera, Pasquale Bellitti, ha rilasciato la seguente dichiarazione: «Nei giorni scorsi organi di informazione hanno dato notizia di un nuovo filone di indagini che coinvolgerebbe attività imprenditoriali operanti in Valbasento, in riferimento a probabili illeciti connessi al trattamento di reflui tossici rivenienti da lavorazioni industriali, riproponendo il tema della cronica emergenza in un’area sempre più nota per criticità ambientali e sempre meno identificata come polo di sviluppo e occupazione». Le indagini hanno come oggetto lo smaltimento di un refluo tossico derivante dal processo di produzione della resina epossidica, che avveniva nello stabilimento dell’ex Dow, allocato nell’area industriale di Pisticci Scalo. Il refluo veniva inviato per pretrattamento a Tecnoparco Valbasento e successivamente conferito all’impianto di Camposaino di Rieti, che non avrebbe potuto trattare tale sostanza se non dopo adeguato cambiamento delle caratteristiche che la rendesse compatibile con l’impianto ricevente. Le indagini avrebbero rilevato che il trattamento era fittizio e il cambiamento sarebbe avvenuto solo sulla carta per adeguamento dei documenti di accompagnamento del refluo, che, in realtà, rimaneva identico fino all’arrivo nell’impianto di Rieti. «La notizia – evidenzia Pasquale Bellitti  -ha generato inquietudine e preoccupazione presso le nostre comunità, sia sul fronte della tutela ambientale sia sulla regolarità dei percorsi di trattamento dei reflui. Alla magistratura spetta il compito e la responsabilità di indagare sulla regolarità delle procedure e dei percorsi, alla politica l’obbligo e la responsabilità di dare alle comunità la certezza di una presenza autorevole e garante della salute ambientale e dei cittadini, della sicurezza delle attività che insistono sul territorio e della trasparenza delle procedure». Pasquale Bellitti fa presente che la Regione Basilicata, attraverso l’ARPAB, aveva garantito un nuovo corso all’indomani della gravissima vicenda che pochi mesi fa ha portato alla ribalta nazionale la Basilicata come una regione “spazzatura”, nella quale l’estrazione del petrolio e le attività ad essa connesse rappresenterebbero un serio pregiudizio per la salute ambientale e dei cittadini. La sistematicità e la regolarità del controllo sulla ricaduta ambientale delle attività che insistono sul territorio regionale è un elemento imprescindibile e non propagandistico dell’azione della Pubblica Amministrazione. Ogni dubbio o sospetto, anche remoto, deve essere fugato e nessuna eventuale distrazione va giustificata. La Regione, che detiene il 40% delle azioni di Tecnoparco S.p.A attraverso il Consorzio per lo Sviluppo Industriale della Provincia di Matera, dovrà adottare tempestivamente ogni azione tesa a rassicurare i cittadini, indipendentemente dal percorso della Magistratura, sui due elementi fondamentali delle croniche vicende che investono la Valbasento: impatto ambientale delle attività e regolarità delle procedure. «La prima per obbligo istituzionale di garanzia della salute dei cittadini, la seconda perché in qualità di socio dell’azienda preposta al trattamento dei reflui dovrà preservare la sua immagine e riproporre il necessario solido rapporto di fiducia con i cittadini, scettici e preoccupati, attraverso una sistematica azione di trasparenza.  Solo attraverso queste certezze e accelerando, inoltre, l’avvio delle attività di bonifica dell’area valbasentana, purtroppo ripetutamente rinviata, – conclude Pasquale Bellitti  – potremo rilanciare la produzione industriale, e aprire una nuova stagione di occupazione e sviluppo».

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