«TARIFFE PARCHEGGI, COMUNE PRIVO DI BUON SENSO»

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È polemica sul costo dei parcheggi a Potenza. Il presidente della Federconsumatori della Basilicata, Rocco Ligrani, accusa: «Senza alcun confronto con le Associazioni dei Consumatori, il Comune di Potenza ha definito unilateralmente le tariffe orarie per i parcheggi a pagamento. In questo modo si pensa di far cassa senza preoccuparsi più di tanto, di differenziare le tariffe per zona, partendo da un euro per il centro storico. Questa assurda decisione incide notevolmente sulle tasche dei cittadini». Secondo Ligrani, che ha invitato il sindaco a convocare un incontro con tutte le associazioni dei consumatori, le tariffe mensili e giornaliere, in uso in altre città, non sono state considerate dal Comune di Potenza. «Le segnalazioni che arrivano alla Federconsumatori di Potenza, da cittadini residenti e da pendolari studenti-lavoratori, segnalano non solo questo elemento di assoluta iniquità, ma – evidenzia Ligrani – anche questioni che riguardano la bigliettazione degli autobus e delle scale mobili. Il buon senso e la ragione sembra che siano emigrati in altri territori. Può non far piacere, ma i cittadini continuano a raffrontare i costi-parcheggio di Potenza con altre città, a partire da Matera, dove è fissato in 0,50 euro il costo/orario». Il presidente di Federconsumatori, inoltre, fa presente che l’acquisto di una card plastificata magnetica, al costo di euro 5,00 per poter utilizzare autobus e scale mobili, è una vera e propria vessazione. Ligrani, tanto per fare chiarezza, precisa: «La direttiva del presidente del Consiglio dei ministri del 27 gennaio 1994, riguardante i principi sull’erogazione dei servizi pubblici, e l’articolo 2 comma 461 della legge 24.12.2007 n. 244 (Finanziaria 2008) vengono sistematicamente disattesi dal Comune di Potenza, come in altri Enti. La predetta normativa prevede, infatti, che in sede di stipula dei contratti di servizio, gli enti locali sono tenuti ad applicare i contenuti della legge definendo le misure a garanzia dei diritti dei consumatori e degli utenti. In definitiva, ogni contratto di servizio deve prevedere la cosiddetta Carta della qualità dei Servizi, da redigere e pubblicizzare in conformità con le Associazioni di tutela dei Consumatori».

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