RAPPORTO SVIMEZ, VACCARO: MANCA IL LAVORO

«Il Rapporto Svimez mette in evidenza che se riparte il Sud cresce lintero Paese ma anche che, nonostante l’incremento del Pil, “più forte” per la Basilicata, il “punto debole” è sempre il lavoro che non c’è. Non può soddisfarci – dichiara Carmine Vaccaro, segretario regionale della Uil Basilicata – qualche punto percentuale in più nell’occupazione specie se il tasso di disoccupazione “corretta” e – aggiungiamo sottostimata – è al 21,3%, i Giovani Neet sono 42.800 e la quota di emigranti dalla Basilicata in possesso di laurea è peri al 31,3%». Secondo Vaccaro, non è una novità, la certificazione della Svimez secondo la quale la crescita dell’economia lucana è dovuta principalmente alla Fca di Melfi, al turismo, all’agricoltura ma anche all’accelerazione della spesa dei fondi comunitari della precedente sessione. Vaccaro aggiunge: «Lo stesso rapporto, però, segnala come sia ancora alto il divario tra il Mezzogiorno e il resto del Paese: per questo, vi è la necessità di sostenere la ripartenza del Sud, attraverso una politica di crescita globale di tutto il territorio italiano. Non servono politiche speciali ma azioni valide che prevedano una maggiore intensità di aiuti e risorse, per l’Italia intera e, soprattutto, per il Sud». Secondo il segretario regionale della Uil della Basilicata, è necessario introdurre la decontribuzione per le nuove assunzioni, accelerare gli investimenti, spendere presto e bene le risorse dei fondi comunitari del 2014-2020, dare pieno avvio ai Masterplan per il Sud. «Fondamentale – evidenzia -, inoltre, il rilancio dell’industria manifatturiera. Bisogna ripartire dal documento e dalle proposte fatte, nei mesi scorsi, da Uil, Cisl, Cgil e Confindustria, finalizzato a rimettere al centro l’impresa manifatturiera come volano di crescita. Le risorse, non ancora sufficienti (circa 100 miliardi nei sette anni dal 2014 al 2020) saranno utili solo se destinate a progetti strategici: infrastrutture utili ai collegamenti con i mercati, politiche di inclusione sociale non assistenziali, sostegno all’innovazione e alla formazione, incentivi all’occupazione finalizzati alla crescita reale del numero di persone, giovani in primis, che lavorano. La prima tappa sarà quella di modernizzare, responsabilizzare e attrezzare le amministrazioni nazionali e locali in modo tale da gestire sapientemente questa opportunità».