PER I PARCHI FONDI ANCHE DALLE SOCIETÀ PETROLIFERE

totaro«La legge che reca nuove disposizioni in materia di aree protette era attesa da tempo e finalmente, dopo l’approvazione del Senato, si appresta ad essere varata definitivamente con il passaggio alla Camera. Naturalmente può sempre essere migliorata ma oggi non possiamo non esprimere moderata soddisfazione per i suoi contenuti». È quanto afferma il presidente del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Domenico Totaro, in merito all’approvazione da parte del Senato del testo di riforma. «Ciò che emerge dal testo è un cambiamento storico nella funzione dei parchi e delle aree protette nella gestione e nella governance dei territori in essi compresi, dal momento che si passa da una visione esclusivamente conservativa della salvaguardia a una funzione proattiva, in cui i parchi sono soggetti di una politica attiva di prevenzione e salvaguardia ma anche di indirizzo delle politiche di gestione delle risorse naturali. Il quadro delle competenze deli enti gestori, infatti, si allarga anche alla salvaguardia dei valori culturali intesi come sistemi identitari dei territori». Lo strumento più importante di governance delle aree protette, che è il piano del parco, assume anche funzione di indirizzo e gestione dei rischi reali e potenziali sulla biodiversità, assumendo tra i propri obiettivi anche l’identificazione e la valutazione delle pressioni e delle minacce da parte di agenti esterni sui valori naturali e culturali, e sui servizi ecosistemici. Questa nuova funzione che la legge attribuisce ai parchi spiega anche i diritti a ristori economici che vengono ad essi riconosciuti in termini di concorso alle spese per il recupero ambientale e della naturalità delle aree. È in base a tale principio che le aree protette potranno beneficiare di fondi da parte dei titolari di concessioni di attività estrattive o di coltivazione di idrocarburi rigorosamente già preesistenti all’istituzione del parco. Importante e positivo è il fatto che tali introiti siano vincolati al recupero della naturalità degli ambienti, e quindi alla salvaguardia e alla custodia della biodiversità protratta nel tempo. «A questo riguardo va detto – afferma Totaro – che è stato fondamentale l’apporto che, tramite la mia persona, il Parco Nazionale dell’Appennino Lucano ha dato al raggiungimento di questo traguardo, dal momento che in più occasioni, nel dibattito svolto in Federparchi nazionale, e nelle sedi appropriate di elaborazione delle proposte di merito alla modifica della L.394/91, ho proposto con forza il rispetto di questo criterio di ristoro ambientale, insieme ai presidenti di altri parchi il cui territorio è stressato da attività di sfruttamento dovuto a prelievo di riserve idriche, sfruttamento di cave ed estrazioni di idrocarburi».