CREDITO ALLE PMI: RISULTATI INSUFFICIENTI

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La crescita dell’1,1% dei prestiti erogati alle imprese lucane registrata dalla Banca d’Italia non può soddisfare tenuto conto dalla sempre più stretta dipendenza delle piccole imprese dal finanziamento bancario e della situazione generale del credito che impone un’attenzione maggiore da parte delle Autorità di Vigilanza europee affinché si tenga conto delle conseguenze negative di una richiesta di patrimonializzazione che è eccessivamente elevata e può indurre le banche non solo ad un minore finanziamento delle imprese stesse ma ad accentuare il perdurante effetto di credit crunch.  E’ quanto sostiene una nota di Confesercenti Potenza riferendo dell’appello lanciato da Confesercenti nazionale a “vigilare sulle conseguenze di Basilea IV” in quanto, a fine agosto, si verifica a livello nazionale un minore finanziamento pari a –2,8% per il totale delle imprese e a –3,7% per le famigli e produttrici, ovvero per le imprese fino a 5 dipendenti. Le conclusioni del Rapporto di Banca d’Italia che fanno ritenere come la moderata ripresa dell’attività produttiva si è riflessa in un miglioramento degli indicatori di qualità del credito erogato alla clientela residente in Basilicata – commenta Prospero Cassino, presidente Confesercenti – non annullano di certo i problemi esistenti, nonostante il tasso di deterioramento del credito, inclusivo dei passaggi sia a sofferenza sia a forme di anomalia meno grave, è sceso al 3,6 per cento dal 4,6 di fine 2015. «E’ da sottolineare – aggiunge la nota Confesercenti – che l’eccessivo peso della regolamentazione determinata da Basilea IV che avviene senza un’adeguata selettività di intervento in rapporto alle caratteristiche dei sistemi bancari europei, rischia di neutralizzare le peculiarità distintive del sistema di  credito italiano rispetto ai sistemi bancari internazionali, in cui la componente degli impieghi è strutturalmente più bassa di quella italiana, a tutto svantaggio del finanziamento alle piccole imprese. La crescente richiesta di capitalizzazione in carenza di un avvio accelerato di forme di cartolarizzazione può determinare un trade-off tra regole e crescita, che rischia di penalizzare ancor più il sistema bancario e il sistema delle piccole imprese». Occorre quindi, continua il Presidente, mettere al centro degli interventi una relazione virtuosa tra banche e imprese nel segno di una convergenza che sviluppi le basi di una collaborazione in tutte le fasi del processo di erogazione del credito, valorizzando anche il ruolo dei confidi. Per Confesercenti le priorità restano quelle di favorire l’accesso al credito in modo incisivo specie per le imprese di minori dimensioni e rendere maggiormente efficace il rifinanziamento del Fondo centrale di garanzia per le Pmi. «L’opportunità offerta dalla rimodulazione del fondo ex card carburante – conclude Cassino – è da cogliere in questa direzione».

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