IL PUNTO DI PETRULLO: AGLI AMERICANI PIACCIONO I BIONDI

luciano-petrullo

La vittoria di ciuffodoro, negli Stati Uniti, ha sancito definitivamente il distacco che esiste fra esperti di comunicazione, media e opinion maker, da un lato e il comune sentire dall’altro. Il cosiddetto “polso della situazione” non é roba per loro. La frattura non é cosa di poco conto, perché vuol significare che esiste un’area che crede di fare opinione o quantomeno di capirne e un popolo che va per un’altra strada. Vivono evidentemente su due mondi diversi. Ma quando c’e’ il voto, i popoli possono affermare democraticamente la loro volonta’ e fregarsene delle opinioni dei primi della classe. Il problema si presenta, ineludibile, quando a votare non si va e il popolo non sceglie chi lo deve governare. Come accade in Italia. Gli americani potranno sempre sfogarsi col gesto dell’ombrello verso chi credeva di essere il depositario della verità’, gli italiani, no. L’Italia, infatti, al contrario di quello che si pensa, e’ una repubblica presidenziale. Chi, infatti, se non il Presidente della Repubblica tiene le sorti politiche dell’Italia in mano? Pensate a cosa ha combinato Napolitano, per esempio, che ci ha propinato una sfilza di premier che gli italiani non avevano neanche potuto immaginare al governo dell’Italia. Ma, si chiedono in molti, la vittoria di Trump e’ come se da noi avesse vinto Salvini? E se no, sono Trump e Salvini a essere diversi o sono diversi gli italiani e gli americani? Bella domanda. Il fatto e’ che Trump non somiglia a Salvini, ma, semmai, a un Berlusconi aggressivo, quindi a Renzi. Anche gli elettorati in fondo sono simili, le platee della leopolda e quelle delle convention di Trump sono quanto di meno intellettualmente sofisticato esista al mondo, esigenze culturali di base, linguaggi rustici, seppur meno arroganti dei sedicenti opinionisti che affollano i giornali di regime. Simpatico l’excursus della campagna elettorale che e’ terminata stanotte. All’inizio la Clinton era il fiore, la Politica, la donna capo e Trump lo sceriffo truce da evitare. Alla fine della campagna erano due candidati scadenti, ma meno male che almeno c’e’ la Clinton. Ora sono tutti sbigottiti e si stanno riconvertendo al “la Clinton era un candidato debole”. Miseri. Ma diamo uno sguardo ai cloni Trump e Renzi: spacconi entrambi; violenti entrambi; poco acculturati entrambi; arroganti entrambi; politicamente inesistenti entrambi; le differenze: il numero delle mogli, i miliardi in banca ma soprattutto l’origine dei loro incarichi, cioe’ per Trump milioni di voti, per Renzi la scelta di Napolitano. Certo, gli americani ci fanno un figurone, la democrazia da loro pare funzionare, ma a un occhio attento non sfugge un particolare: gli italiani non sono stati tanto scadenti da esserselo scelto Renzi, lo hanno subito, quindi, in teoria, hanno un senso critico migliore del popolo americano che arriva a preferirlo, uno come Trump. E hai detto niente! Che dire, la globalizzazione in occidente ha un potere magico, quello cioé di azzerare i valori, creando veri e propri mostri; gente buona per gli affari o per le trasmissioni televisive come giralaruota e similari che diventa statista, con buona pace di chi statista lo e’ davvero, e che, invece, viene scambiato per un imbecille qualsiasi. Ecco, forse il guaio maggiore delle democrazie e’ quello di azzerare i meriti anziché azzerare solo gli ingiusti privilegi, la deriva e’ poi quella che abbiamo davanti agli occhi: risse fra mediocri. La gente che pensa ancora puo’, solo, mettersi le mani fra i capelli e sorridere beffarda di questi novelli capipopolo, come ieri Cacciari in TV, che, con la sua espressione malinconicamente ironica, ha sintetizzato il pietoso stato dell’arte. E ora, vai Trump, facci vedere come sai ballare, che, alla fine, Madonna pure tornerà a Canossa.