«MIGLIORARE LE INFRASTRUTTURE VIARIE IN VAL D’AGRI»

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L’Anas va richiamata a maggiore attenzione perché oltre agli interventi programmati sulla SS407 Basentana, sul raccordo autostradale Sicignano-Potenza, sulla Potenza-Melfi, non si limiti a lavori di semplice rattoppo sulla statale 598 Fondo Valle Agri, dopo quelli eseguiti di recente lungo il viadotto Fontanelle, nel territorio di Marsico Nuovo. Lo sottolinea l’Associazione Bene Comune Viggiano che evidenzia la pericolosità della “Fondo Valle Agri” testimoniata dall’alto numero di incidenti che richiede non interventi a tratti o peggio ancora di rattoppo di carreggiate e viadotti. Soprattutto nei casi di pioggia incessante e maltempo delle stagioni autunnale e invernale – è scritto nella nota – si evidenzia tutta la “fragilità” di un’arteria tra le più trafficate della regione. Il presidente dell’Associazione Vittorio Prinzi, in proposito, annuncia una “campagna sulle infrastrutture viarie per la Val d’Agri” ricordando le proposte contenute in una lettera aperta inviata di recente all’Assessore alle Infrastrutture e Mobilità Nicola Benedetto. Un collegamento più adeguato e veloce per Matera e uno sbocco più diretto e sicuro sulla Salerno – Reggio Calabria rimangono oggi per la Val d’Agri – aggiunge Prinzi – l’unica possibilità per uscire dall’isolamento e per scommettere ancora sulle sue potenzialità di sviluppo. Nello specifico si propone la realizzazione di un tunnel di pochi chilometri (forse 5 o 6) sotto la montagna, in prossimità dell’abitato di Paterno, collegandola così più rapidamente al Vallo di Diano (Padula) e all’Autostrada del Sole in circa 20 minuti e bypassando l’attuale unico accesso alla A3, non solo più lungo (40 minuti) ma anche impervio, specialmente nella stagione invernale, e inadeguato a garantire la mobilità di persone e il trasporto merci in sicurezza. Tale opera – aggiunge Prinzi – è fondamentale per la Val d’Agri, che ha un’area industriale, oggi sede anche del Centro Olio Val d’Agri, ma non ha una ferrovia, e tante iniziative produttive in passato sono fallite o non hanno avuto alcun interesse a collocarvisi proprio a causa delle difficoltà e degli oneri di trasporto.

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