LE AUTO DIVENTANO VERDI E L’ECOMAFIE FESTEGGIANO

img_2519Sembra uno scherzo, ma non lo è. Dal prossimo febbraio vedremo auto dei Carabinieri anche verdi. Saranno quelle del nuovo comando per la tutela forestale. Quello che sostituirà il di fatto soppresso Corpo Forestale dello Stato. Con il decreto legislativo 19 agosto 2016, numero 177 (Disposizioni in materia di razionalizzazione delle funzioni di polizia e assorbimento del Corpo forestale dello Stato, ai sensi dell’articolo 8, comma 1, lettera a) e alcune leggi precedenti, il Governo si è determinato, infatti, a sopprimere, il Corpo forestale dello Stato, trasferendo le relative competenze, per la maggior parte all’Arma dei Carabinieri (mentre parte secondaria di esse verrà suddivisa tra Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco e Ministero delle Politiche Agricole) e prevedendo che, in linea di massima, il personale già in servizio segua regolarmente le proprie competenze venendo incorporato nelle predette Amministrazioni. Ma e’ sicuro che ciò sia un bene per la comunità? Il decreto va ad incidere e non poco sul presidio dei territori. Si prospetta un futuro tutt’altro che roseo. In primo luogo ci si potrà trovare difronte a una babele di interlocutori (in particolare Carabinieri e Vigili del Fuoco), non più coordinati tra loro e non più a conoscenza l’uno delle attività dell’altro, mentre attualmente i reparti del Corpo forestale dello Stato dediti alle varie attività di competenza, non solo interagiscono abitualmente tra loro, ma sono soggetti ad un unico comando. In questo ginepraio sarà probabilmente più facile farla franca per gli ecoreati. Insomma una di quelle riforme che, invece di semplificare, incasina ancor di più le cose. Invece di andare verso la smilitarizzazione delle forze di polizia, come vorrebbe l’Europa, in Italia si percorre il senso inverso. Facendo, inoltre, perdere quell’autonomia di azione che ha sempre reso vincente il Corpo forestale dello stato nella lotta alle ecomafie. Le Agromafie oggi sono purtroppo una triste realtà, che costa al nostro paese almeno 10 miliardi di euro l’anno.