IL PUNTO DI PETRULLO: SAN MATTEO

Di Renzi si dice di tutto. Arrogante, sbruffone, pokerista, iperattivo, furbo, intelligente, abile, tutto e il contrario. Ma non si parla mai della sua generosità. Certo come un galantuomo d’altri tempi, non la mette in mostra, ma un occhio esperto non può non scorgerla. E non si pensi che sia una generosità rabberciata, del tipo minimo sindacale, macché, si tratta di generosità francescana, quella che “prendi tutto quello che ho”. Pensate, col potere e il favore generale fra le mani, come il 40% dei consensi, una destra impalpabile e divisa, un M5S titubante e in decrescita, ha spazzato via il sindaco della capitale, reo di un decimo di quello di cui, in genere, può essere accusato un ministro, tiè, tipo Boschi, che, quando il suo governo provava a salvare la banca di famiglia, lei si asteneva, tappandosi le orecchie e rifiutandosi di accettare aiuto. Ebbene, improvvisamente severo, ha costretto Marino ad andare via portando per la “cavezza” i suoi consiglieri recalcitranti da un notaio, per delle dimissioni che rimarranno storiche. E tutto questo perché, se non per regalare alla Raggi Roma Capitale? Non pago, lavorava a una legge elettorale che premiasse un partito solo, che non era il suo, come in tanti stupidamente pensavano, e quale, se non il M5S da lui tirato di nuovo in corsa? Ma quando la bontà non conosce limiti, ci si dimentica di se stessi e si opera senza remore e limiti per il bene dell’altro. E quindi il francescano Renzi ha ordinato di cambiare la Costituzione perché Di Maio e compagnia non trovassero ostacoli sul loro cammino, questo sì, di rottamazione. Ora non gli rimane che impedire che il suo capolavoro venga annullato da un popolo di caproni, capaci anche di votare no, ebbri solo di egoismo, incapaci di pensare al bene dei propri nemici. E allora, dimentico dei problemi italici, si batte come un leone perché il suo capolavoro non naufraghi all’ultima pennellata. Che dire. Renzi ci ha sempre stupiti, ma senza mai mostrare il suo vero volto. Oggi la verità non può nascondersi più. Lo vogliamo santo, subito, l’unico santo vivente. Venuto sulla terra, fattosi uomo, per insegnarci l’amore incondizionato. Perché rottamare è libertà, amore e gioia, e nessuno ha mai vissuto la vera gioia se non amando e donandosi ai più bisognosi. Poco alla volta, aumentano quelli che capiscono il progetto di San Matteo, e quelli che lo condividono. Alla fine Renzi avrà davvero cambiato l’Italia ma non rimarrà a raccogliere la gloria meritata, perché sarà già da qualche altra parte a rottamare. Perché la sua è una missione, mandato in terra per combattere la malvagità. E lui, eroe moderno, la combatte dal suo interno, non sparge vittime, non sacrifica il suo esercito, no, lui tesse la tela in amicizia, con una battuta e un selfie. Qualcuno potrebbe chiedersi perché sia toccato a noi italiani, ma la domanda la dobbiamo girare a Papa Francesco, lui forse ne sa di più.