«REDISTRIBUIRE LA RICCHEZZA CON IL REDDITO DI CITTADINANZA»

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«Abbiamo, sin dal suo annuncio, criticato e manifestato dubbi sul, pomposamente sbandierato, reddito minimo d’inserimento a suo tempo annunciato da Pittella e dai suoi sodali». Dichiara Giuseppe Dalessandro, portavoce di Sinistra italiana Basilicata, che aggiunge: «Lo avevamo fatto denunciandone i limiti e la parzialità, essendo convinti che l’unica risposta possibile per fronteggiare la grave crisi socio-economica che attraversa la Basilicata e l’intero Paese, dovesse essere di carattere universale e che, pertanto, l’unica maniera seria e incisiva di redistribuzione della ricchezza, non poteva che passare attraverso la formula del reddito di cittadinanza, da garantire a tutti». Ciononostante, e guardando dritto negli occhi la dilagante povertà di tanti lucani, evidenzia Dalessandro, «avevamo scritto che, seppure fosse parziale e propagandistico, il reddito minimo d’inserimento avrebbe dovuto essere varato in tempi assolutamente rapidi, e ciò anche per sottrarre la misura alla propaganda gladiatoria a cui siamo stati abituati negli ultimi anni». Oggi, con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto interministeriale (Mise e Mife) sulla ripartizione tra le regioni dei fondi 2013/2014 rivenienti dalle estrazioni petrolifere, e grazie alla stampa locale, si scopre, sottolinea il portavoce di SI, «nel passaggio dal “bonus idrocarburi” alle “misure di sviluppo locale” i circa 142 milioni di euro spettanti alla Basilicata potrebbero essere soggette a perenzione, formula del linguaggio amministrativo significante estinzione. In altre parole si scopre che ai due ministeri interessati non è’ arrivato alcun progetto e che, pertanto, quei soldi, pur essendoci, non potranno mai essere liquidati salvo riattivare la lunghissima procedura che dovrebbe portare alla loro erogazione non prima dell’anno prossimo, con buona pace, quindi, di almeno duemila famiglie di lucani che hanno presentato domanda di accesso al reddito minimo». Dalessandro prosegue: «Se tutto questo dovesse essere confermato, saremmo al teatro dell’assurdo, dove i recitanti, ancora una volta, farebbero sfoggio di se stessi a scapito di coloro che vivono sotto soglie di povertà, per noi inaudite e inammissibili. Stiamo parlando di migliaia di cittadini che non potranno più campare, a molti dei quali è stata attaccata sulla giacca la targa “io voto Si” per consentire a Pittella, e ai suoi, di andare in giro a spiegare che la priorità del Paese è la manomissione della Carta Costituzionale, cosa che certamente avverrà se dovesse passare la linea renziana». Laddove ve ne fosse bisogno, appare sempre più evidente che la nostra Regione, conclude Dalessandro,  «è governata da persone la cui statura risente di presupposti di insipienza, arroganza e disprezzo e, anche per contrastare questa loro malcelata arroganza noi riteniamo che il 4 di dicembre si debba votare No».

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