UIL, VACCARO: «OCCORRE CORAGGIO, LIBERTÀ E INDIPENDENZA»

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«Tocca al sindacato, ad ognuno di noi, scegliere fino in fondo e senza alcuna condizione di praticare il valore del riformismo bellicoso come autentica sfida alla neutralità”. Lo ha detto il segretario regionale della Uil Basilicata intervenendo oggi alla IX Conferenza d’Organizzazione della Uil.  «Oggi – ha sostenuto Vaccaro – siamo chiamati a dare un nuovo senso alla Uil. Ed un nuovo senso non può che essere quello della ripresa del riformismo, un luogo del fare operoso dove le questioni del Paese sono assunte come nuovo impegno e nuova responsabilità per la missione moderna e avanzata del sindacato. Il riformismo – ha precisato il leader della Uil lucana – è una scelta talvolta scomoda. Una scelta ad oltranza. E non è il luogo della neutralità. La sua osservanza, piuttosto, non è tanto e non è solo un obbligo, un dovere ma è soprattutto un abitudine, un volere. Il riformismo è anche una sfida culturale, anche esistenziale che presuppone una libera responsabilità, mai una pericolosa neutralità. Per questo la cosa più pericolosa per il sindacato è avere neutralità sul riformismo che è invece un formidabile campo di battaglia per difendere diritti, merito, eticità, regole. Ci vuole coraggio, non paura per difendere il riformismo e ci vuole libertà non dipendenza per difendere il riformismo». Per Vaccaro, inoltre, il riformismo è un buon antidoto al male attuale che assedia anche il sindacato: quello della democrazia dissociativa, fatta di decisioni solitarie, di oligarchie e potentati che si contendono spazi, carriere, privilegi e che considerano il valore del pluralismo solamente un intralcio.  «Ben venga, dunque, lo sforzo intrapreso in questa IX Conferenza organizzativa – aggiunge Vaccaro – per dar corso ad un cambiamento necessario se si ha intenzione di star a passo col futuro. Ben venga il sistema a rete che ci si vuole dare, a patto di declinarlo in esempi e pratiche diffuse che hanno il merito positivo di sconvolgere le vecchie abitudini quanto gli inattuali posizionamenti e privilegi che tanto male hanno fatto al sindacato.  Forse – ha sottolineato Vaccaro – è per questa suggestione etica mai sopita che da segretario regionale non ho avuti dubbi nel ritornare alla Fiat. Ritrovare i luoghi del lavoro come luoghi del fare e non solo del pensare è stata una scossa salutare che consiglio a molti miei colleghi patologicamente innamorati di comodità e privilegi e colpevoli di aver abbandonato i laboratori di sintesi, dove il riformismo si mescola col coraggio. Senza il ritorno nei luoghi del fare e del lavoro la possibilità di riscatto e di cambiamento del sindacato rimane compromessa».

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