IL PUNTO DI PETRULLO: LA MEMORIA LIQUIDA DEL COMUNE DI POTENZA

petrulloPer ricordare … scordiamo.  Accade a Potenza, al Comune di Potenza. Giorni fa si è celebrata una commovente cerimonia in ricordo di Luca Orioli, un giovane scomparso misteriosamente anni fa. Dopo la cerimonia della Santa Messa è stato piantato un albero e scoperta una targa. Tutto molto meritorio, nel mio piccolo trovo, infatti, che ogni celebrazione utile a tenere sveglia la memoria collettiva sia un momento di crescita generale, anche spirituale. Ma c’è un però. Proprio nel momento in cui si sollecita il ricordo per tener sveglie le coscienze non si può contemporaneamente fare un’operazione di cancellazione nella memoria collettiva. E mi spiego. L’albero è stato piantato nei “Giardini di Via dell’Unità d’Italia”, come da locandina a cura dell’Ufficio dei Servizi alla Persona del Comune e dell’Associazione Le ali di Frida. Ebbene questi giardini, nel 2013, a seguito di una spontanea petizione a firma di 4.000 cittadini, furono intitolati a Grazia Gioviale, una ragazza diciottenne, vittima di femminicidio assassinata nel 2009, con un provvedimento della Giunta Comunale di Potenza. Seguì, all’epoca, cerimonia, apposizione della targa e tutto quello che in questi casi accade. Ci fu un comunicato stampa del Comune e, oggi, la targa recita “Città di Potenza I giardini di Grazia Gioviale”. Quindi, in occasione della cerimonia dedicata a Luca Orioli si è compiuto un grave atto di cancellazione, ove mai possibile, anche di un deliberato della Giunta Comunale di Potenza con reviviscenza di un nome del giardino forse vecchio o più probabilmente mai esistito. Un gesto di ribellione verso la Giunta Santarsiero, autrice della delibera del 2013? Ma no, sicuramente no. Ma allora le cose stanno molto peggio perché ci troviamo di fronte a un comportamento tipico di sciatteria amministrativa, di colposa superficialità, di totale assenza della consapevolezza politica e gestionale di un Comune da parte dei suoi rappresentanti proprio nel momento in cui provano a ergersi ad amministratori sensibili e pronti a tener sveglia la memoria collettiva. Il pressappochismo mostrato cancella dalla memoria collettiva il ricordo di Grazia Gioviale proprio in un momento in cui , forse, si poteva cogliere l’occasione per ricordare anche lei e le vittime del femminicidio, magari anche soltanto nominando correttamente il nome di quei giardini. Ma, evidentemente, in tutto il Comune di Potenza non v’è stata una persona capace di ricordare quella nobile delibera, la prima in Italia contro il fenomeno del femminicidio, che, da fiore all’occhiello di un Comune, è diventata, di colpo, un episodio tanto banale da poter essere cancellato. Un Comune distratto, liquido, incapace di fare tesoro delle poche cose buone che si trova ad aver fatto. Poi è accaduto pure che l’amministrazione si sia scordata dei funerali del già Sindaco Bellino. Quindi abbiamo la prova che la sensibilità amministrativa si riduce a una sfilza di volti addolorati da mostrare alla bisogna alle cerimonie e nulla più, buoni solo per le foto ricordo, privi della memoria finanche degli atti ufficiali. Che volete, forse ricordano solo le loro personali gesta, quasi che il Comune si identifichi solo con le loro persone e non con una comunità. Di contorno pregevole la mancanza di memoria anche delle istituzioni che si sbracciano in difesa delle donne e contro il femminicidio. Nessuno ricorda Grazia Gioviale e il suo giardino, nessuno si è accorto della gaffe. Una panchina rossa nel giardino di Grazia forse andava messa, ma figuriamoci, non possiamo certo ricordarci di tutto.