LUTTO IN POLITICA, E’ MORTA TINA ANSELMI

La scorsa notte all’età di 89 anni, è morta nella sua casa di Castelfranco Veneto, Tina Anselmi. Fu il primo ministro donna della storia repubblicana, sotto il governo Andreotti.

Partigiana, sindacalista, impegnata nella vita politica e nelle istituzioni, la si ricorda particolarmente per il suo impegno nell’ambito delle pari opportunità, nella costituzione del Servizio Sanitario Nazionale ed in prima linea contro la P2.
Nella giornata di oggi tanti sono stati i nomi del panorama politico che hanno voluto ricordarla, dalla Ministro Boschi alla Presidente della Camera Boldrini.

Nacque il 25 marzo 1927 a Castelfranco Veneto da una famiglia cattolica e antifascista. Dopo aver assistito all’impiccagione di alcuni partigiani decise di entrare a far parte della resistenza con il nome di battaglia “Gabriella”. Nel 1944 entrò in politica aderendo alla DC, nel contempo si laureò in lettere all’Università Cattolica di Milano.
Dirigente sindacale dei tessili, incaricata dei giovani nella DC, Vicepresidente dell’Unione Europea Femminile, Parlamentare dalla V alla X legislatura, membro delle Commissioni Lavoro e Previdenza Sociale, Igiene e Sanità, Affari Sociali. Presidente per due volte della Commissione Parlamentare d’Inchiesta sulla Loggia P2 di Licio Gelli, lo stesso Gelli fondatore della Lega Italiana insieme a Domenico Pittella, padre del Presidente della Regione Basilicata Marcello Pittella e del Capogruppo dei Socialisti & Democratici al Parlamento Europeo, Gianni Pittella.

Tre volte Sottosegretario al Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, Ministro del Lavoro, Ministro della Sanità. Si deve a lei la legge sulle “pari opportunità” ed è stata tra gli autori della riforma che introdusse il Servizio Sanitario Nazionale.
Nel 1998 Tina Anselmi riceve l’onorificenza di Dama di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana.

Nel 2004 ha promosso la pubblicazione del libro intitolato Tra città di Dio e città dell’uomo. Donne cattoliche nella Resistenza veneta di cui ha scritto l’introduzione e un saggio.

Nel 2016 gli viene dedicato un francobollo, evento storico in quanto fu la prima volta che si dedicò un francobollo ad una persona singola ancora in vita.

Con la sua morte si perde un pezzo d’Italia.