ANGELINO: «MEGLIO TORNARE AL VOTO, NO AL GOVERNISSIMO DE RUGGIERI»

«L’elezione di Quintano a vice sindaco di Matera è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e ancora una volta sono emerse tutte le differenze all’interno di una coalizione di maggioranza che si messa insieme un anno e mezzo fa solo per mandare a casa Adduce, il sindaco che aveva contribuito al successo di Matera 2019 per poi provare a spartirsi poltrone e prebende in vista dell’importante appuntamento con la storia che attende la città dei Sassi». Questo quanto afferma il segretario provinciale dei verdi, Giovanni Angelino. «De Ruggieri non si è dimostrato fino a questo momento all’altezza del compito che gli è stato affidato e adesso spunta l’ipotesi di un governissimo, che probabilmente prevede l’ingresso di alcuni esponenti di opposizione per dare vita a quello che viene definito un governo di grande coalizione in grado di recuperare il tempo perduto ed evitare ulteriori figuracce di caratura internazionale. Perché di questo si tratta. Per quanto mi riguarda credo che la strada di un governissimo non sia assolutamente praticabile. L’Armata Brancaleone ha portato allo sfascio in appena 18 mesi la città di Matera distruggendo quanto di buono era stato costruito nei cinque anni precedenti dell’Amministrazione guidata dal sindaco Adduce e adesso non si può pensare di strizzare l’occhio alla minoranza per provare a lavorare insieme verso il 2019». «Dunque, di fronte ad una città che deve fare i conti con gravi emergenze non ancora risolte, le alternative sono due: o la maggioranza va avanti da sola, continuando a distruggere quanto è stato costruito oppure per il bene della città di Matera si torni al voto per dare ai cittadini la possibilità di scegliere un nuovo sindaco e un governo in grado di amministrare seriamente questa città, che tra due anni rappresenterà l’Italia nel mondo con il titolo di capitale europea della cultura. Con il governo guidato dal sindaco De Ruggieri sono certo che la minoranza non ha nulla da spartire e siccome i cittadini e gli imprenditori di questa città sono esasperati l’uomo di cultura farebbe bene a dimettersi, anche perché continuare con gli appelli all’unità è quantomeno deprimente ed imbarazzante».