LUCANI NEI BALCANI: L’INTERSCAMBIO TRA ROMANIA E ITALIA VALE 3,34 MILIARDI

L’interscambio commerciale tra la Romania e l’Italia nel primo trimestre del 2016 ha raggiunto un valore complessivo di 3,34 miliardi di euro, in leggero aumento rispetto al corrispondente periodo del 2015. E’ un dato di tendenza che rilancia l’iniziativa che l’Associazione Lucani nei Balcani sta svolgendo e che in questi giorni vede il presidente Giovanni Baldantoni in Basilicata in un giro sul territorio con incontri con imprenditori, associazioni di categoria e rappresentanti istituzionali. In particolare, la Romania ha esportato verso l’Italia beni per un valore pari a 1,7 miliardi di euro, mentre le importazioni dall’Italia hanno raggiunto un valore di 1,6 miliardi di euro . Al 31 dicembre 2015, in Romania erano registrate 41.759 imprese con capitale italiano (20,70%), con un valore totale di investimenti (investimenti diretti) di 1,579 miliardi euro (settimo posto) e rappresentano il 3,99% del volume totale degli investimenti esteri in Romania.  Uno dei settori più promettenti  – sottolinea Baldantoni – è senz’altro quello agro-industriale che costituisce un asset strategico per l`economia del Paese, alla quale contribuisce con una quota consistente del PIL, e un target per gli investitori in considerazione di diversi fattori quali: la buona qualità del terreno, il suo costo particolarmente contenuto rispetto alla media degli altri Paesi europei, la possibilità di accedere ai fondi dell’Unione Europea e le opportunità dischiuse dalla PAC 2014- 2020. Le Autorità romene puntano sulla ristrutturazione delle piccole e medie imprese agricole e, al contempo, sull’ammodernamento del sistema di irrigazione e sullo sviluppo dei servizi legati alla agricoltura quali l’agro-processing, soprattutto in segmenti in cui il nostro Paese eccelle come, ad esempio, quello della c.d. “catena del freddo” e del packaging. L’Italia, infatti, occupa la prima posizione nella classifica dei principali Paesi investitori in terreni agricoli romeni, con quasi il 30% del totale della superficie agricola detenuta da stranieri in Romania. Per Baldantoni «il progetto di estendere la rete di Palazzo Italia Bucarest nei Balcani aprendo uffici di delegazione in Ungheria, Serbia, Bulgaria, Moldavia (oltre che una missione in Germania) risulta rafforzata. L’idea è di intensificare l’attività di ‘Palazzo Italia’ Bucarest che – sottolinea  – è un incubatore  multifunzionale con spazi espositivi, dove viene promosso il made in Italy che è fatto anche e soprattutto di ricerca scientifica, innovazione e cooperazione. Siamo in prima fila come riconosce la nostra Ambasciata nelle azioni di promozione imprenditoriale in Romania – sottolinea il Presidente dell’Associazione». Un lavoro che merita senz’altro maggiore attenzione e sostegno istituzionale da parte della Regione, delle associazioni e delle imprese lucane proiettate sui mercati esteri. Palazzo Italia a Bucarest di fatto in pochi anni è diventato un brand a sostegno dell’italianità “originale”.