SETTORE METALMECCANICO IN CRISI. LA UILM CHIEDE IL SOSTEGNO DELLA REGIONE

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Al Centro Sociale di Rionero in Vulture si è tenuto il Consiglio Territoriale della Uilm Basilicata. I punti focali del Consiglio territoriale, con cui la Uilm di Basilicata riunisce delegati e dirigenti, sono stati la trattativa per il rinnovo del Contratto Nazionale di categoria e la situazione complessiva regionale. La relazione introduttiva del Segretario Regionale Marco Lomio ha disegnato un quadro generale delle tante vertenze che caratterizzano la nostra Regione. Ai lavori ha partecipato il Segretario Regionale UIL Basilicata Carmine Vaccaro che ha fatto un’analisi puntuale circa le prospettive industriali e occupazionali della regione, mentre Gianluca Ficco della Segreteria Nazionale, a cui sono state affidate le conclusioni, è entrato nel merito del rinnovo del Ccnl delineando il punto della trattativa, che si conferma complessa a causa della posizione intransigente di Federmeccanica di non voler riconoscere gli aumenti salariali per i lavoratori metalmeccanici. «la Uilm di Basilicata – è scritto in una nota – non dimentica le criticità del territorio regionale in cui ancora troppe emergenze tengono i lavoratori con il fiato sospeso, partendo dalle vicende del settore ferroviario di Ansaldo STS, Firema e Ferrosud che necessitano di risposte urgenti e risolutive. E’ necessario trovare soluzioni occupazionali per i lavoratori del bacino Firema e risposte concrete dal punto di vista industriale per i lavoratori Ferrosud. La Uilm evidenzia che ancora non si registrano risposte concrete circa l’annosa vertenza dei lavoratori dell’Argaip che da troppi anni vivono incertezze salariali ed è necessario che la Regione Basilicata una volta per tutte dia risposte risolutive. Secondo la Uilm, la ripartenza del Centro Oli di Viggiano non è stata caratterizzata purtroppo dalla risoluzione dei tantissimi problemi di carattere occupazionale dell’Indotto, poichè ad oggi i vari cambi di appalto, a seguito anche del mancato carico di lavoro da parte dell’Eni per le aziende dell’indotto, crea incertezze occupazionali e l’utilizzo di ammortizzatori sociali. Questo scenario è inaccettabile: quella che era la fotografia al 31 marzo 2016 è ad oggi rimasta purtroppo solo una fotografia, null’altro. E’ necessario che tutti gli attori di questa vicenda, a partire dalla Regione Basilicata e dall’Eni, devono in qualche modo dare risposte  al territorio della Val d’Agri, che oggi non solo rappresenta un importante “serbatoio” per l’Eni ma rappresenta un “serbatoio economico” per tutta la Regione Basilicata. Per quanto riguarda l’Area Industriale di San Nicola di Melfi la UILM di Basilicata ritiene che non sia più rinviabile un confronto sindacale serrato con FCA affinchè si possa discutere/creare le condizioni di sviluppo per il futuro stesso dello Stabilimento. La futura dismissione annunciata della Punto deve avvenire attraverso l’assegnazione di un nuovo modello, “noi diciamo a marchio Jeep”, che possa e che debba garantire i livelli occupazionali esistenti e dare risposte ad una regione affamata di lavoro. L’azione della Uilm si muove all’interno di una logica costruttiva, in cui l’unione  di tutti e il lavoro quotidiano, in mezzo ai lavoratori dei delegati e dei dirigenti, non possono non portare risultati positivi. Il lavoro, da difendere, quale ultimo baluardo della dignità di ciascuno, continua ad essere la motivazione forte che ispira il nostro  agire quotidiano.

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