#POTENZA: DAL MIRAGGIO DEL SUSHI, A DUE APERTURE IN UN MESE

img_2319Per anni, molti potentini hanno dovuto fare centinaia di kilometri per mangiare sushi e sashimi, le tipiche pietanze giapponesi che tanto fanno impazzire i cultori del pesce crudo e non solo. Per anni, quanti amano questa cucina, sono dovuti partire per Salerno o per Bari perché esse erano, fino al mese scorso, le località più vicine in cui c’erano ristoranti giapponesi. Da qualche mese a questa parte, però, si sentiva vociferare che a breve “il giapponese” sarebbe sbarcato a Potenza. E c’era anche molta confusione sul dove. Taluni dicevano a Poggio tre Galli, vicino alla Regione, altri invece sostenevano che l’apertura avvenisse in via Nazario Sauro, vicino al caffè Mediterraneo. Quando ha poi aperto “Shibumi”, di fronte alla Regione, la stragrande maggioranza dell’utenza ha pensato che quello fosse il luogo esatto. A leggere le recensioni, buona l’idea degli imprenditori potentini, ma scarsa la realizzazione. La qualità del “giapponese” non si avvicinerebbe agli standard dei ristoranti delle vicine Salerno e Bari. Ma poi si scopre, con sorpresa, che anche in via Nazario Sauro sta aprendo un altro “giapponese”, si tratta del Torii. Dunque, avevano ragione tutti: non si trattava di un errore di individuazione del sito in cui sarebbe stato aperto il ristorante, ma stavano aprendo in città due nuove attività nel settore. Così, subito, i più maligni, hanno pensato che le tante recensioni negative che circolano on-line su Shibumi potessero essere imputate alla nascente concorrenza, la quale avrebbe mandato qualche amico a denigrare il prodotto. In realtà non può dirsi con esaggezza quale sia la verità. Ma la certezza è una sola che è proprio vero il detto potentino: “quando tanto… e quando niente”. Certo un ristorante giapponese nel capoluogo era necessario, forse due sono un po’ troppi. Ce la faranno a rimanere in vita entrambi? Ci sono gli spazi per due “giapponesi”. E poi, aprirli simultaneamente… Ma, tant’e’. E allora, non ci resta che provarli entrambi e recensirli nella maniera più oggettiva possibile e… buon appetito.