CGIL: LA RIFORMA DELLA SANITÀ NON LA FACCIANO I DIRETTORI GENERALI

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La Cgil Fp di Basilicata conferma tutte le perplessità sull’adozione del nuovo modello organizzativo dell’azienda ospedaliera San Carlo che prevede l’aggregazione dei tre ospedali territoriali di Lagonegro, villa D’agri e Melfi. «Le conseguenze – è scritto in una nota – sarebbero nefaste per l’Azienda, in quanto assisteremmo a un sicuro abbassamento della qualità  dei livelli  assistenziali connotati da attività  sempre più proiettate verso attività territoriali e di base. In buona sostanza una sorta di derubricazione delle funzioni: da azienda ospedaliera ad ospedale di base con le porte aperte ad un ricoverificio! E ci sembra questo uno scenario plausibile e veritiero, anche alla luce dello stato attuale dell’offerta sanitaria in alcune  branche di alta specialità, quali  quella di neurochirurgia e cardio chirurgia . D’altronde gli effetti sono già sotto gli occhi di tutti». Cgil aggiunge: «Senza tralasciare che un sistema così costruito mette a serio rischio le attività territoriali sanitarie e socio-sanitarie che si vedrebbero depauperate delle risorse economiche tutte attratte dalle forza centripeta dell’attività ospedaliera. È dunque, Pur nel pieno  rispetto della posizione della dirigenza medica del San Carlo, non vorremmo pensare che la stessa sia stata ispirata da logiche altre, ben lontane dall’unica finalità che dovrebbe accomunare  tutti noi: provare a costruire un sistema sanitario pubblico di qualità ed adeguato ai bisogni dei cittadini lucani. Perché ciò avvenga, Continuiamo a pensare che la riforma sanitaria debba stare in capo al legislatore regionale e non ai gestori (direttori generali) che, direttamente ed indirettamente stanno cercando di condizionare l ‘esito di tale riforma».

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