PITTELLA: L’OSPEDALE DI MELFI NON CHIUDE MA SARÀ RIORGANIZZATO

L’ospedale di Melfi non chiuderà e manterrà le sue funzioni di pronto soccorso attivo. Ad assicurarlo è il presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella, che nel corso del consiglio comunale convocato in seduta straordinaria ha parlato anche di riorganizzazione. Il presidente, invitato dal sindaco di Melfi, Livio Valvano, per fare chiarezza nella popolazione, allarmata da una serie di voci sulla possibile chiusura di reparti dell’ospedale locale, è intervenuto dopo aver ascoltato con grande attenzione per quasi cinque ore i numerosi interventi di esponenti politici e cittadini melfitani. A far scattare l’allarme era stata la notizia dell’ipotizzata chiusura della chirurgia ortopedica, smentita dal direttore dell’Asp, Giambattista Bocchicchio, che già con una precedente nota aveva chiarito che il problema era superato, avendo l’Asp stipulato una convenzione con l’Azienda Ospedaliera Universitaria di Foggia che fornirà prestazioni di medici ortopedici da rendersi operativi presso il plesso Ospedaliero di Melfi. Se la questione appare chiarita resta, tra i cittadini di Melfi, il timore che l’ospedale possa essere comunque in qualche modo ridimensionato. A rassicurarli è stato Pittella che ha illustrato il progetto di riordino del sistema sanitario regionale che prevede «non un ridimensionamento di strutture o, ancor peggio, la chiusura di alcune. C’è bisogno, però, – ha ribadito – che l’intero sistema venga razionalizzato e reso più efficiente». Secondo Pittella «la riforma deve tenere conto delle esigenze di un territorio così importante ma anche della regione. Siamo sulla strada giusta, anche perché ci viene riconosciuto nel sistema sanità di essere dietro solo a Lombardia e Toscana. In questa fase mai ci siamo sottratti al confronto, abbiamo girato tutta la Basilicata per spiegare le ragioni di un’ipotesi di rimodulazione, incontrando anche i comitati. Sono pronto con la maggioranza a sedermi a un tavolo per discutere eventuali suggerimenti al dibattito. In altre regioni – ha messo in chiaro –  gli ospedali sono stati chiusi. Mi riferisco ad esempio alla Puglia. La Basilicata invece ha intrapreso la strada del riordino del sistema sanitario. Spesso le riforme non ottengono il consenso, ma sono necessarie. Quello che abbiamo scritto con questa riforma non è un dogma, siamo disposti a modificarlo, ma ci arrivi una proposta alternativa valida. Non mettiamo un ospedale a coordinarsi con il San Carlo per favorire quest’ultimo, ma perché per intensità di cure è il migliore. La riforma è stata sviluppata secondo una logica di rete, ma anche con la riorganizzazione dell’emergenza-urgenza. L’elisoccorso volerà anche di notte, per aiutare i cittadini anche del più piccolo comune. Abbiamo prestato grande attenzione alle acuzie. Ad oggi – ha concluso – ciò che c’è oggi a Melfi rimane, ma nell’ottica della riorganizzazione». Sul delicato tema del riordino del sistema sanitario regionale Pittella ha evidenziato: «C’è purtroppo nel nostro Paese un problema di mancanza di fiducia dei cittadini verso le istituzioni. Ogni territorio preferisce che non venga toccato mai nulla, ma questo potrebbe portare risultati negativi. A me è stato affidato il compito di provare a non rimanere nella palude, superando quel tempo in cui non si decideva e non si facevano riforme di sistema. Tutto questo in un periodo storico in cui i cittadini, spesso delusi, sono anche meno pazienti. Il Consiglio di oggi per me – ha proseguito Pittella – è stata occasione graditissima per approfondire e per discutere. Domani riprenderò il lavoro arricchito di spunti e di riflessioni che mi faranno dire che tutto è migliorabile e perfettibile». Il direttore generale dell’Asp, Giovanni Bochicchio ha detto: «Non vogliamo chiudere ospedali ma trovare soluzioni affinché le articolazioni funzionali possano essere gerarchizzate secondo uno schema che è l’intensità di cura». Tra i presenti nell’aula consiliare, anche l’assessore della Basilicata all’Ambiente, FrancescoPietrantuono, i consiglieri regionali Carmine Miranda Castelgrande, Aurelio Pace e Giannino Romaniello e il direttore dell’Azienda regionale ospedaliera San Carlo di Potenza, Rocco Maglietta.