LAZZAZZERA COME LA RONDA, A RISCHIO 55 LAVORATORI

Oltre alla già nota vicenda dell’istituto di vigilanza La Ronda, di Potenza, si complica la situazione della cooperativa, del servizio di vigilanza, materana Lazazzera. La cooperativa cura, nella Città dei Sassi, oltre un buon numero di clienti nel settore privato anche tre lotti pubblici importanti: consiglio regionale, giunta regionale e azienda sanitaria. Nonostante questo il settore della vigilanza è in forte difficoltà in Basilicata. Lazazzera ha comunicato ai clienti che dal 31 ottobre cesserà l’attività. Saranno messi a rischio ben 55 posti di lavoro, 19 dei quali impegnati sui tre lotti pubblici e altri 36 nel privato. La decisione – stando a fondi sindacali – sarebbe stata assunta a seguito della mancata approvazione del bilancio da parte del consiglio di amministrazione e della restituzione della licenza da parte del presidente della cooperativa alla competente prefettura di Matera. Oggi pomeriggio è stato convocato in prefettura un incontro interlocutorio per esaminare la situazione. All’incontro hanno presenziato le associazioni di categoria delle aziende che attualmente usufruiscono del servizio di vigilanza. «Stiamo acquisendo gli elementi per valutare quali strade intraprendere per evitare lo spettro della mobilità e salvare i posti di lavoro in questa ennesima vertenza che colpisce il settore lucano della vigilanza privata» spiega la segretaria della Fisascat Cisl Basilicata, Aurora Blanca. «Lazazzera e La Ronda sono le due aziende storiche del settore nella nostra regione – fa notare la sindacalista – ed entrambe sono state commissariate per un periodo. L’incontro di oggi è servito a mettere a fuoco in particolare la situazione dei 36 addetti che svolgono attività di vigilanza per conto di aziende private e che, in caso di forfait della cooperativa, non godrebbero dello scudo della clausola sociale. Il nostro obiettivo – conclude Blanca – è mettere in sicurezza tutti i lavoratori dell’istituto, sia quelli impegnati nel pubblico, sia quelli impegnati nel privato».