IL SINDACO VALVANO RINVIATO A GIUDIZIO PER GLI APPALTI PILOTATI A MELFI CON EX ASSESSORI E IMPRENDITORI

Con le accuse di turbata libertà di procedimenti di scelta del contraente, induzione indebita a dare o promettere beni e altre utilità e falso, sono stati rinviati a giudizio ieri in 25, tra cui l’attuale sindaco di Melfi Livio Valvano del centro-sinistra, una serie di suoi ex assessori e alcuni imprenditori. L’udienza di primo grado si terrà il 19 maggio prossimo. «Ma lo sa che quella la manda il sindaco?» era una delle intercettazioni sintomatiche, secondo la Procura, del sistema Valvano , che nel 2015 portò ali arresti domiciliari il primo cittadino recentemente rieletto nella città normanna. L’ordinanza cautelare eseguita dalla Polizia riguardò anche imprenditori, amministratori e dipendenti pubblici di Melfi. Oltre ai domiciliari e diversi divieti di dimora, uno di loro fu portato in carcere. Secondo la Procura -che ha ottenuto il rinvio a giudizio- quello del sindaco, politicamente vicino al Governatore Pittella tant’è che il suo nome è stato a lungo in predicato per l’ingresso in giunta regionale, era “un sistema di malaffare esistente all’interno del Comune”. Il sistema aveva l’obiettivo di “far ottenere l’assegnazione di appalti e lavori pubblici in favore di imprese amiche o segnalate da amici o da politici del posto”. La Procura della Repubblica, nell’ambito dell’indagine, avrebbe riscontrato anche “ipotesi di intestazione fittizia di beni”.